Messa in San Giuseppe per il Natale degli ucraini
PAVIA Ieri è stata celebrata nella chiesa di San Giuseppe in via Alzaia, la messa della vigilia del Natale ortodosso presso la comunità ucraina di Pavia. Messa celebrata da due anni secondo il rito greco cattolico da padre Tovt e seguita dalla cena della vigilia. La messa si è tenuta alle 13 e non a mezzanotte, «perchè la maggior parte della gente lavora il giorno di Natale» spiega Maria Tovt, moglie di Padre Alessandro Tovt. Tante le ucraine che in provincia di Pavia lavorano come badanti o colf, molti i muratori e i contadini. La chiesa è piena di gente, alcuni stanno in piedi sulla porta. Alla messa partecipano anche gli ucraini che vivono in provincia di Pavia: - «Noi abitiamo a Broni – spiegano Lesya Medvid e Mykola Pradun, colf e operatore sanitario presso la casa di riposo di Broni – e siamo in Italia da 5 anni. Ci manca la nostra famiglia ma non possiamo tornare a casa nelle feste natalizie». Feste che incominciano con il capodanno, quando arriva Babbo Natale: «i bambini preparano una poesia o una canzone natalizia per Babbo Natale e se sono stati buoni ricevono i doni, – spiega Mykola Pradun – a Natale i regali li porta Gesù bambino». In Ucraina i festeggiamenti per il Natale durano tre giorni. La messa di Natale si tiene a mezzanotte e dopo si cena tutti insieme, ci si scambiano i doni e si cantano canzoni tradizionali. In Italia cercano di creare la stessa atmosfera del loro Paese. E in parte ci riescono. «Anche qua in Italia ceniamo dopo la messa, – spiegano Mykola Pradun e Lesya Medvid – il piatto principale è la kotja, un dolce a base di frumento, zucchero, miele e noci. Durante la cena i bambini e alcuni adulti fanno il presepe vivente e cantano i nostri canti tradizionali. Putroppo però non possono andare di casa in casa cantando e recitando poesie». (el.br.)