Nigeria, stragi di cristiani 23 vittime in due attentati
ROMA Ancora sangue, ancora cristiani uccisi in Nigeria. In due attacchi compiuti nelle cittadine di Gombe e Mubi sono state ammazzate 23 persone e almeno altre dieci sono state ferite. Due stragi che sono state rivendicate dai miliziani islamici del Boko Haram. «Siamo noi i responsabili degli attacchi» ha detto Abul Qaqa, il portavoce del gruppo che già aveva colpito la comunità cristiana con una serie di attentati nel periodo di Natale. Nel primo attentato di giovedì i guerriglieri hanno ucciso a Mubi 17 cristiani che stavano partecipando ad una cerimonia privata. Nel secondo, ieri, i Boko Haram hanno attaccato una chiesa a Gombe, nel nord-est del paese, uccidendo almeno sei persone e ferendone 10. La strage di Mubi, secondo quanto ha raccontato un testimone, ha avuto come obiettivo delle persone che si erano riunite nell'abitazione di una delle vittime per una veglia funebre. «Un gruppo di uomini è entrato dentro la casa e ha ucciso 17 persone che erano in lutto», ha raccontato Zubairu Abdulaziz. A Gombe, invece, uomini armati hanno fatto irruzione in una chiesa e hanno sparato uccidendo almeno sei persone e ferendone una decina. «Stavamo pregando. I nostri occhi erano chiusi nel momento in cui è stato sferrato l'attacco» ha detto il sacerdote raccontando poi dell'ondata di panico che ha travolto i fedeli mentre tentavano di fuggire. Un altro attacco si è verificato in un commissariato di Potiskum, nel nord-est della Nigeria. Lo hanno riferito abitanti di questa città, da tempo tra gli obiettivi primari della setta di Boko Haram. Un gruppo di assalitori ha raggiunto un commissariato e ha aperto il fuoco contro l'edificio, ha raccontato un commerciante aggiungendo che gli assalitori urlavano 'Allah Akbar'. Sullo sfondo della tensione sociale per l'impennata del prezzo della benzina, soffiano dunque sul fuoco del conflitto religioso gli estremisti di Boko Haram, i cosiddetti «talebani nigeriani», che vogliono imporre la sharia e hanno rivendicato numerose stragi di cristiani, tra cui quella contro le chiese a Natale (49 morti). Gli estremisti islamici stanno mettendo in pratica le minacce lanciate nei giorni scorsi. C'era stato un vero e proprio ultimatum che intimava ai nigeriani del sud, zona a maggioranza cristiana, di abbandonare le zone del nord del paese dove invece vive una maggioranza islamica. «Stiamo estendendo le nostre frontiere in altri luoghi per dimostrare che la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo nigeriano non ha alcuna funzione di deterrente – ha detto ancora Abul Qaqa –. Noi possiamo andare dove vogliamo». Il portavoce del Boko Haram ha ribadito la richiesta di liberare tutti i membri del movimento che sono stati arrestati. Il gruppo autore degli attentati contro i cristiani in Nigeria, affonda le proprie radici in piccole sette definite i «Talebani della Nigeria» debellate a fine anni novanta e inizio duemila nel nord-est della Nigeria. Da allora le sue roccaforti si trovano a Maiduguri, capoluogo dello stato nord-orientale di Borno.