Tornano a Mortara i bimbi di Chernobyl
MORTARA Ha ricominciato la sua attività il progetto Lomellina per Cernobyl, con l'incontro delle famiglie che hanno già accolto i bambini: è partito quindi l'iter di formazione e di raccolta fondi per ospitare con tutte le attenzioni possibili i piccoli che provengono dai villaggi della campagna bielorussa per il nono anno consecutivo. «Il nostro – spiegano gli organizzatori - è un progetto sanitario che monitora le regioni più esposte alla radioattività. Questi bambini, belli e affettuosi, portano una ventata di gioia nelle nostre famiglie, le quali seguendo il nostro protocollo accettano con grande generosità e spirito di sacrificio la dura regola di una sola permanenza in Italia. In tal modo noi possiamo offrire a un numero il più possibile alto l'opportunità di una serie di visite sanitarie che altrimenti sarebbero circoscritte solo agli abitanti dei grandi centri abitati». La situazione sanitaria nei paesi di provenienza non è rosea: in Bielorussia, come in Ucraina e in Russia, mentre le città si abbelliscono e restaurano chiese e monumenti per attirare il turismo, nelle campagne la vita peggiora di anno in anno. Durante l'epoca del comunismo erano almeno garantiti i servizi essenziali, quali scuola e sanità. Ora non esistono più presidi sanitari nei villaggi e i bambini sono maggiormente esposti alle insidie delle radiazioni. Il progetto lomellino si limita ad accogliere nel mese di giugno i bimbi che trascorreranno nella sede di Mortara dell'Istituto Cappa-Ricci le loro giornate, con tante iniziative, insieme alla loro accompagnatrice e agli animatori locali; tutti insieme andranno per una settimana al mare ad Alassio e trascorreranno con le famiglie ospitanti il sabato e la domenica, consentendo anche a chi lavora di partecipare al progetto. Chi volesse partecipare a questa esperienza può contattare il presidente del comitato, Don Piero Rossi Borghesano, parroco di San Lorenzo di Mortara, chiamando la casa parrocchiale ai numeri 0384.99772 oppure 0384.92487. (s.m.)