Ferrera, i ladri nella villa del sindaco

Novità nella battaglia post elettorale iniziata l'estate scorsa. Tre assessori della giunta Demartini si costituiscono infatti in giudizio nel ricorso elettorale presentato dalla lista Donato con Mede. Il vice sindaco Guido Bertassi e gli assessori Giorgio Guardamagna e Antonio Vailati, assistiti dall'avvocato Giuseppe Ferrari, con studio in Pavia, potranno presentare una propria memoria in relazione all'esito delle elezioni amministrative del maggio 2011. Tutto in attesa che martedì 17 gennaio si tenga l'udienza in cui presumibilmente il giudice Adriano Leo, presidente della quarta sezione del Tribunale amministrativo regionale, emetterà la sentenza. A Milano il riconteggio delle 19 schede contestate potrebbe assegnare la poltrona di sindaco a Maurizio Donato, sconfitto da Lorenzo Demartini con 16 voti di scarto, o decretare la riapertura delle operazioni elettorali solo per il seggio 6. «Secondo la procedura, i tre assessori non potranno chiedere il riconteggio di altre schede: lo avrebbero potuto fare, se si fossero presentati in giudizio all'inizio del procedimento – commenta Donato, assistito dagli avvocati Alessandro e Carlo Carrera – Significa che non si sentono più così tranquilli». Il sindaco Demartini replica così: «Donato ha perso le elezioni e le perderà per i prossimi 20 anni, e dunque si metta il cuore in pace. E poi capisco anche perché si faccia tutelare da Carlo Carrera, che ha problemi personali con il sottoscritto». (u.d.a.) FERRERA Aprono la cassaforte e se ne vanno indisturbati nel cuore della notte con un bottino di 45mila euro, fra oggetti preziosi, orologi e contanti. La vittima del maxi furto è il sindaco Giovanni Fassina, che l'altro giorno era partito per un'escursione in Valle d'Aosta in compagnia della moglie e dei due figli lasciando incustodita la villa di corso della Repubblica, all'ingresso del paese provenendo da Lomello. Da una prima ricostruzione dei carabinieri, il colpo è stato messo a segno la scorsa notte da una banda di professionisti, che hanno isolato il sistema d'allarme e poi hanno divelto la cassaforte con un flessibile di notevoli dimensioni. La moglie del sindaco, Rosella Fizzotti, ha ricostruito il furto notturno. «Eravamo ospiti di mia sorella in Valle d'Aosta, quando verso mezzanotte e mezza riceviamo una telefonata da un'amica che cercava il cane scappato dal suo cortile – spiega – Arrivata davanti a casa nostra, si è accorta che il cancelletto era aperto e quindi non ha esitato a chiamarci». Tornati a casa, il sindaco e la famiglia hanno ricostruito l'accaduto. I ladri hanno disattivato la centralina dell'energia elettrica posta all'esterno dell'abitazione: in questo modo, con l'antifurto immediatamente disattivato, sono entrati nel giardino senza alcun problema. Poi hanno forzato la porta-finestra al pianterreno e sono entrati nell'anticamera. «Con tutta probabilità erano muniti di un metal detector perché non abbiamo trovato alcun mobile spostato – aggiunge Rosella Fizzotti – Si sono diretti subito alla cassaforte, aperta con un flessibile molto potente: secondo i carabinieri, i ladri avrebbero riattivato l'energia elettrica per attaccare la spina del flessibile a una presa. Non ce l'avrebbero fatta solamente con un flessibile a pile». Nella cassaforte i ladri hanno trovato oggetti preziosi in oro per adulti e bambini, alcuni orologi e contanti, per un totale di circa 45mila euro. Mentre una parte della banda si occupava della cassaforte, l'altra è salita al primo piano alla ricerca di oggetti di valore. «Hanno aperto solamente il borsellino di mio figlio, con qualche moneta dentro, ma poi devono essere stati disturbati dall'arrivo in strada della nostra amica – aggiunge la moglie del sindaco – Anche il nostro cane non è servito da deterrente, visto che devono averlo allontanato tirandogli addosso un vaso di fiori». I vicini hanno affermato di non aver visto alcuna automobile parcheggiata nei dintorni. Dopo aver sentito i richiami del cane disperso, i ladri devono aver deciso di abbandonare la casa con il consistente bottino proveniente dalla cassaforte. Il furto dell'altra notte è stato denunciato alla stazione dei carabinieri di Sannazzaro. Il colpo ai danni della villa del sindaco segue altri furti messi a segno durante le festività in diverse abitazioni private. Umberto De Agostino