I deputati e quei 3600 euro per i portaborse
ROMA Ciascun parlamentare dispone tra i 3690 e i 4180 euro per pagare i collaboratori. Tuttavia solo un terzo dei 630 deputati ha depositato un regolare contratto. La domanda è: come utilizzano dunque quel contributo? Sottopagati, mobbizzati, il più delle volte invisibili, per tutelare i propri diritti gli assistenti parlamentari si sono ribellati e fondato un coordinamento che chiede regolare inquadramento e giusta retribuzione. Se solo 230 hanno depositato regolari contratti significa che gli altri 400 parlamentari utilizzano il fondo che viene loro assegnato per i collaboratori in altro modo. Molti lo usano per mantenere rapporti col territorio, ma non tutti fanno in questo modo. I 3.690 euro dei deputati e i 4.180 dei senatori dovrebbero essere destinati ai collaboratori. La particolarità del sistema italiano è la mancata rendicontazione delle spese. Emiliano Boschetto, efficente portavoce dei collaboratori parlamentari organizzati nel Co.Co.Parl, spiega che «al di là del peso delle diverse voci di spesa ciò che differenzia il nostro Parlamento dal resto d'Europa è il carattere forfettario di molte di esse, e del fondo dei collaboratori in particolare. Si tratta di circa 4000 euro che il parlamentare non è attualmente tenuto a rendicontare e che invece diverrebbero vincolanti all'effettivo instaurarsi di un rapporto di lavoro regolare con i collaboratori, che pur restando di natura esclusivamente fiduciaria, sarebbe amministrato direttamente dal Parlamento». Sino ad ora i cosiddetti portaborse (una definizione che non rende merito a collaboratori spesso plurilaureati ed esperti in cari campi, dal legislativo al sociale) per avere soddisfazione hanno intrapreso la via giudiziaria. L'assistente della deputata (ex Pdl ora Udc) Gabriella Carlucci ha costretto l'ex presentatrice a versarle oltre 10 mila euro per un triennio di lavoro non in regola. E il deputato dell'Idv Andrea Barbato ha concordato un risarcimento al suo addetto stampa. Come è accaduto al deputato del Pd Giuseppe Lumia citato in giudizio dal suo assistente Davide Romani per otto anni di mancati contributi e ferie non godute. C'è infine il caso del consulente del lavoro Vincenzo Pirillo che ha mollato il deputato Domenico Scilipoti «perché stufo di essere sfruttato» in giro per l'Italia e la Sicilia a 600 euro al mese. Gli assistenti parlamentari svolgono un ruolo delicato, curano i rapporti con la stampa, studiano i dossier. Talvolta sono inquadrati con un contratto da colf. Altri con quello a progetto o con un semplice rapporto fiduciario e tanti fuoribusta. La media dei compensi è di circa mille euro mensili lordi.Il riordino di quella voce per «spese di segreteria e rappresentanza» potrebbe essere risolto affidando ai gruppi parlamentari i rapporti di lavoro e non più ai singoli. Boschetto indica come modello quello europeo. «E' necessario che il fondo per lo staff sia destinato esclusivamente alla contrattualizzazione dei collaboratori. Solo così potrà essere garantito un immediato impatto sui costi, un innegabile vantaggio in termini di trasparenza, oltre a rimuovere alla radice il dubbio che, proprio nel cuore delle istituzioni, possano sussistere rapporti lavorativi poco nitidi e poco equi». Sui cosiddetti costi della politica il presidente dell'Istat Giovannini è stato intanto ricevuto da Monti a Palazzo Chigi dopo il rapporto sugli emolumenti ai parlamentari. (v.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA