Dopo 12 giorni al freddo il gatto Book sano e salvo

Dodici giorni di digiuno forzato possono nuocere anche ad un gatto che, come si usa dire , dispone di "sette vite"? Il veterinario Lorenzo Luccardini ammette: «Per un cucciolo già svezzato come è un gatto di quasi un anno di vita, l'unico vero pericolo è la disidratazione, la mancanza prolungata di assorbimento di elementi liquidi. La fame? E'problema relativo anche perché un gatto, in un ambiente come un grande scantinato, può trovare anche topi o altri animaletti con cui sanare in parte la fame. Va ammesso poi che un gatto, se è in salute, può resistere ad una serie di giorni di fame prolungata. Ed il buio non potrebbe essere una grave criticità: il gatto sa ambientarsi molto facilmente ai cambi di luce». (p.c.) SANNAZZARO Dodici giorni negli angusti scantinati di palazzo Fugazza, al freddo ed all'umido stagionali, senza cibo e senza acqua, al buio quasi totale: è in queste condizioni che un gatto persiano maschio, meno di un anno di età, dal pelo lucido e nero, è riuscito miracolosamente a sopravvivere prima di essere tratto in salvo grazie ai suoi incessanti miagolii dalle addette alla pulizia del palazzo che è sede della biblioteca civica «Tacconi». Era finito in quegli scantinati, una volta adibiti a luogo della mostra permanente Espoter ed ora nel più completo abbandono ad oltre quattro metri sotto le nobili sale dell'ottocentesco palazzo Fugazza, cadendo probabilmente da una finestrella «a bocca di lupo» da cui si può solo accedere e non più uscire. Il gatto ha inutilmente miagolato per giorni e notti senza che alcuno lo potesse sentire. A dodici giorni esatti dall'ultimo giro di pulizia negli scantinati, le addette comunali alle pulizie, hanno capito che nel buio di quelle sale abbandonate c'era un gatto. Una di esse ha avvertito l'operatrice culturale Fiorenza Marziani e la collega Anna Scaglia che, in seno ai servizi comunali, si occupa anche dell'ufficio tutela animali, ed il recupero dell'animale ormai sfinito è stato possibile. Anna Scaglia conferma: «Abbiamo spalancato la porta perché il gatto potesse ambientarsi alla luce; quindi ha risalito le scale trovandosi nell'androne di ingresso della biblioteca. E' qui che abbiamo potuto sfamarlo e far sì che il micio potesse superare,poco alla volta, la naturale diffidenza». E Fiorenza Marziani aggiunge: «Ci siamo resi conto che si trattava di un gatto abituato a socializzare, fuggito forse da qualche abitazione della zona. Lo abbiamo battezzato «Book» ovvero libro perché il nostro micione, in soli due giorni, ha imparato ad aggirarsi con disinvoltura tra gli scaffali della biblioteca e sui tavoli di lettura come se fosse da sempre abituato a vivere in ambienti domestici. Per due giorni è diventata la mascotte del nostro servizio. Ora siamo alla ricerca di chi l'ha perduto; vista la straordinaria indole socievole del gatto, non osiamo credere che qualcuno l'abbia gettato all'interno di quelle anguste finestrelle da cui si entra e non può più uscire…» Ed ora? Il gatto «Boook» è stato provvisoriamente adottato da Luigi S., gestore dello sportello-stranieri di «Informagiovani», la struttura comunale posta al piano alto di palazzo Fugazza. Il giovane lo ha portato con sé nell'appartamento di Pavia in cui vive; se qualcuno ne rivendicherà la proprietà, Luigi è disposto a renderlo al legittimo padrone. In altro caso, continuerà a coccolarselo come già avviene ora. Anna Scaglia aggiunge ancora: «Quel cucciolone di gatto è stato salvato per puro caso. Solo saltuariamente gli addetti alla pulizia del palazzo scendono di basso, visto che quei locali sono chiusi e fuori uso. Senza i suoi flebili miagolii, il nostro "Book" non sarebbe stato salvato. Per noi dell'ufficio tutela animali quel gatto è stata una vera mascotte. Ora è in buone mani ed in ottime condizioni di salute. Attende solo che il vero padrone si faccia avanti…». Paolo Calvi