Dopo la prima neve allarme per il gelo e la nebbia
PAVIA Per vederne ancor un po' a terra si deve salire al di sopra dei 400 metri sulle colline dell'Appennino, ma la neve, l'altra sera, si è affacciata anche a Pavia. In tutto, sulla città, sono caduti circa 8 millimetri d'acqua: abbastanza per abbattere il livello delle polveri (comunque non ancora al di sotto della prima soglia di attenzione); ma non ancora per chiudere un periodo di relativa siccità. L'ultima precipitazione, infatti, risaliva alla prima settimana di novembre quando, con 200milllimetri d'acqua caduti in soli 7 giorni, sia il Po che il Ticino si avvicinarono ai livelli di guardia. Dopo la pioggia, il problema è quello del gelo che potrebbe mettere a rischio la circolazione anche in città: segnalazioni di disagi per l'asfalto ghiacciato, ieri, sono arrivate dal Vallone e da Città Giardino, mentre i mezzi dell'Asm hanno iniziato a spargere sale sulle strade della città e nei passaggi più a rischio ghiaccio. Nelle prossime ore, con il ritorno dell'altra pressione, resterà alto il rischio nebbia dopo una giornata, ieri, in cui i banchi non si sono diradati nemmeno nelle ore più calde. La nebbia dovrebbe essere spazzata via da domani: il meteorologo Tommaso Grieco annuncia l'arrivo del Foen, il vento dalle Alpi che potrebbe anche assumere forte intensità. Per vedere ancora la neve, sempre secondo i modelli del meteorologo, si dovrà aspettare almeno la metà del mese quando l'alta pressione potrebbe lasciare il campo ad una serie di perturbazioni. Per due settimane ancora, quindi, il rischio è che lo smog continui a salire visto che una sola giornata di pioggia non è bastata a far rientrare i livelli nella norma.