Con Luca D'Errico il Voghera ha la sua «Iena»

VOGHERA «Iena» o anche «Schizzo». A Voghera Luca D'Errico, non si è ancora conquistato un soprannome, ma in passato il ragazzo classe 1992 ne ha già avuti molti. Vuoi i capelli lunghi anni '70 (c'è una somiglianza con George Best), vuoi che non tira indietro la gamba, Perrone (ex preparatore dei portieri del Pavia) lo chiamava «Iena». «Diceva che assomigliavo a Kurt Russell nel film "1997, fuga da New York"», racconta. Al Milan, all'età di 11 anni i compagni lo soprannominavano «Schizzo» «perché correvo da tutte le parti e andavo a pressare tutti gli avversari». Dal Milan D'Errico fu confermato, ma andò via per seguire a Pavia il fratello Andrea, rimasto in azzurro. La prima esperienza pavese durò due anni, poi passò per un anno agli allievi dell'Inter («mi trovai benissimo»), un anno alla Berretti del Monza e poi il ritorno a Pavia per tre stagioni fino al dicembre scorso quando il ragazzo decise di cambiare per trovare più spazio. «Troiano mi conosce, era stato lui a lanciarmi a Pavia: ho un carattere particolare, ho bisogno di fiducia. Se mi fanno sentire importante do tutto quello che posso, fino in fondo». Il giocatore era richiesto anche da alcune squadre di Seconda Divisione (Lecco e Renate) prima di vestire rossonero, ma ha scelto la D. «Ho scelto Voghera anche per D'Amico e altri che conoscevo, mi sono trovato alla grande subito – dice – la qualità è alta». Ieri si è aggregato al gruppo Manuali, classe 1992, punta di proprietà del Como: verrà valutato un paio di giorni prima della firma. D'Errico è un jolly in campo, ma qual è il ruolo naturale? «Nasco centrocampista centrale, ma ho giocato terzino due anni a Monza». Però all'esordio con il Carpenedolo subito un'espulsione. Cosa è successo? «L'avversario mi ha fatto fallo da dietro e l'arbitro lo espulso. Sono andato a stringergli la mano e mi ha dato una schiaffo in testa, così ho reagito: sono stato ingenuo». Che obiettivo si pone per il ritorno? «E' uguale a quello della squadra, ed è quello dell'inizio. Vincere? Perché no? C'è tempo, con questa squadra possiamo provarci. Cavalli è un acquisto che fa la differenza». Marco Quaglini