Furti di rame, in un anno 5 tonnellate di bottino
Poco meno di 1.500 chili di rame sequestrati, due arresti e un fermo per ricettazione. I numeri, riferiti all'anno appena trascorso, dicono che la repressione produce risultati ma non basta. Vista la difficoltà di cogliere sul fatto i ladri di rame l'obiettivo delle forze dell'ordine è quello di cercare di frenare il fenomeno contrastando il riciclaggio. In genere i ricettatori sono i grandi rivenditori italiani, nella maggior parte dei casi dotati di fonderie. I controlli riguardano anche i gestori di depositi ferrosi. di Maria Fiore wPAVIA Cimiteri, cantieri e linee ferroviarie. I pirati dell'oro rosso, come il rame viene ormai definito per via delle sue quotazioni, non risparmiano neppure crocifissi e portafiori, che vengono divelti dai loculi delle tombe e poi rivenduti sul mercato nero. Secondo i dati forniti dalla prefettura di Pavia, in tutta la provincia sono state rubate, nell'anno appena trascorso, quasi 5 tonnellate di metallo. Un fenomeno che provoca gravi danni, al punto che sindaci e amministratori pensano di sostituire il rame delle grondaie dei cimiteri con lamiere e metalli meno pregiati (ma anche meno resistenti). Anche perché del rame rubato, solo una parte viene recuperato. Nel 2011 è stata sequestrata una tonnellata e mezza di metallo, poco più di un quinto del rame sparito. La frequenza dei furti , invece, è a ondate, a seconda del costo sul mercato, che oscilla tra i 7 e i 10 euro al chilo. «Quando i furti aumentano è perché la quotazione è più alta», spiegano dagli uffici della polizia ferroviaria di Pavia. L'ultimo colpo risale a pochi giorni fa: nella notte di Natale quasi 60 metri di grondaie sono stati prelevati dal cimitero di Medassino. Ma i mesi in cui si è registrato il maggior numero di colpi sono stati aprile e luglio. Ad aprile, proprio dopo il sequestro da parte delle forze dell'ordine di 153 chili di rame e di 163 matasse di cavi elettrici, sono stati rubati due dispositivi per la messa a terra dalla stazione ferroviaria di Mortara e diverse lastre e pluviali di rame da alcune tombe nel cimitero di Pavia. Un'altra copertura, da una tomba, è stata rubata al cimitero di Certosa. A luglio, i ladri di rame sono tornati al cimitero di viale San Giovannino a Pavia, dove hanno rubato sei portafiori in rame dai loculi (poi recuperati). Stesso mese: al cimitero di Alagna i "vampiri dell'oro rosso" hanno strappato via 100 metri di copertura in rame, da un quintale, del muro perimetrale. Pochi giorni dopo, in una ditta di Cura Carpignano sono spariti 2 quintali e mezzo di rame lavorato e 70 chili di barre di rame non lavorato, insieme ad altri 20 chili di barre di bronzo. Appena un mese prima, a maggio, era stato preso di mira il deposito dismesso dell'Enel in via Trieste, ormai da tempo rifugio dei senzatetto. Da qui i ladri di rame hanno portato via ben 18 quintali di metallo in bobine. E ancora, ad agosto nel cimitero di San Giovannino sono state danneggiate 37 cappelle gentilizie con l'obiettivo di recuperare il rame. Stesso cimitero nel mirino anche a novembre, quando è stato preso di mira anche quello di Mirabello. A settembre il danno più ingente si è verificato a Voghera, in una ditta: 12mila euro di rame rubato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA