Filighera e Inverno chiusi Alle Poste è caos pensioni

di Marianna Bruschi wBELGIOIOSO Ore 11.13. Sul tabellone dell'ufficio postale di Belgioioso si illumina il numero 69. Un signore si alza e si avvicina allo sportello. Una donna entra in quello stesso momento, prende il biglietto e si mette in coda: è il numero 92. Ci sarà da aspettare. Ma non si può rinunciare alla pensione. Giornata nera ieri negli uffici postali. Chiusi quelli di Filighera e Inverno per assenza di personale. E clienti dirottati su Belgioioso e Villanterio, con conseguente intasamento. Non è andata meglio a Pavia: nelle poste centrali erano aperti 5 sportelli su 9, code anche all'ufficio davanti alla stazione ferroviaria. Ieri era il primo giorno di ritiro della pensione. Oggi, se non si riuscirà a riaprire i due uffici, potrebbe essere una giornata anche più difficile. Per ritirare la pensione si va in ordine alfabetico. Ieri toccava a chi ha il cognome che inizia per A e B. Oggi tocca alle quattro lettere successive. E' il risiko delle Poste: mancano venti sportellisti in provincia per pensionamenti (forzati e non) e malattie, e per riuscire a coprire tutti gli uffici si spostano i dipendenti da una parte all'altra. Ma questa operazione ieri non è bastata, tanto che Inverno e Filighera non hanno aperto. «E' il manicomio», commenta una signora affacciandosi alla porta dell'ufficio di via Mazzini a Belgioioso. Non entra nemmeno. Gli sportelli funzionano solo al mattino e anche questo raddoppia i disagi. E' un ufficio postale nascosto quello di Belgioioso, se ne vedono pochi così defilati. L'ingresso e persino l'insegna sono sotto la rientranza di un palazzo. Sulla porta a vetri c'è un adesivo tondo con la scritta «sportello amico». Ieri sembrava una battuta, uno scherzo. C'erano almeno 50 persone in attesa alle 11. Prima era anche peggio. «Io ho preso il permesso dal lavoro e non rinuncio, ma è più di un'ora che sono in coda», dice Franco Valle. La moglie lo aspetta al bar. «Le ho detto "ci metto 5 minuti"», ma non sono bastati. «Dopo 37 anni di lavoro ero contenta di venire a ritirare la pensione – dice Miranda Bergamaschi – ma se va avanti così faccio un libretto in banca, non si può aspettare così tanto in coda». La signora Luisa ha preso il numerino e ha fatto in tempo a passare da casa a sistemare le borse della spesa. Quando è tornata alle poste aveva davanti ancora una buona oretta di attesa. In dieci minuti, passano tre persone. Operazioni lunghe. «Ma assumere personale, no? Ci sono tanti giovani che ne hanno bisogno», dice Peppino Zanaboni. E' rimasto in coda un'ora e 20. Francisc Voidoc, artigiano edile, ieri non lavorava e voleva approfittare della giornata di riposto per le bollette. «Non si pensa alla gente che lavora – dice – una volta questo ufficio chiudeva alle sette di sera e si riusciva a passare dopo il lavoro». I sindacati si aspettavano disagi per l'avvio del 2012 con pensionati non sostituiti, ma non al punto da non poter aprire gli uffici. La serranda abbassata in via Albertario nasconde un cartello scritto a mano con un pennarello blu. «Per le pensioni rivolgersi a Belgioioso». Anche quello di Filighera è un ufficio poco vistoso. L'insegna crollata a novembre non è ancora stata sostituita. Due chilometri separano Belgioioso e Filighera. Ma ieri mattina l'orario dei pullman era ridotto per le vacanze scolastiche. Un disagio in più per i pensionati. su Twitter @MariannaBruschi