Dakar, partenza choc: muore un altro pilota

BUENOS AIRES La quarta edizione sudamericana del Rally Dakar, la 33ª della storia della corsa più funesta al mondo, è iniziata ancora nel sangue: a pochi chilometri dalla partenza da Mar del Plata, ieri un pilota argentino di 38 anni, Jorge Martinez Boero, è morto per le ferite riportate in una caduta. «Il pilota è stato vittima di un arresto cardiaco - hanno fatto sapere gli organizzatori - è stato soccorso cinque minuti dopo l'incidente dal personale medico della corsa presente a bordo di un elicottero. Ma non è stato possibile rianimarlo ed è morto durante il trasferimento in ospedale». Il motociclista sarebbe morto dopo aver sbattuto con violenza contro un tombino della strada dove ha perso il controllo della sua Beta. Boero aveva già partecipato alla Dakar lo scorso anno, ma era stato costretto a ritirarsi nel corso della sesta tappa dopo una caduta a un chilometro dall'arrivo a Iquique, in Cile. Nell' incidente era finito in un burrone e aveva dovuto aspettare i soccorsi più di otto ore. Per poter partecipare alla gara, il motociclista aveva fatto molti sacrifici economici vendendo anche un appartamento. Il primo morto in assoluto fu nel 1979 il motociclista Patrick Dodin in una caduta, mentre cercava di allacciarsi il casco che si era allentato alla fine della tappa Agadez-Tahoua. Tra i partecipati italiani, nel 2005 muore Fabrizio Meoni. Vincitore delle edizioni 2001 e 2002, Meoni perde la vita l'11 gennaio all'età di 47 anni per un arresto cardiaco, nel corso dell'undicesima tappa tra Atar e Kiffa in Mauritania. Lo stesso giorno, una bambina di cinque anni muore dopo essere stata investita da un camion di servizio che aveva abbandonato la corsa. «Alla Dakar si percorrono ogni giorno sei-settecento chilometri, moltiplicato per tutti i partecipanti e i giorni di gara è una fatalità la morte di un concorrente», dice Edi Orioli, l'ex campione di moto, vincitore di quattro Dakar tra il 1988 e il '96.