La giungla delle detrazioni vale 253 miliardi
ROMA Ci sono le regole. E ci sono le eccezioni. Il governo ha voluto sapere quante eccezioni ci sono alle regole che impongono di pagare le tasse e la scoperta non è di poco conto: ci sono 720 eccezioni che permettono di avere detrazioni, sconti, alleggerimenti. Ma questi sconti valgono 253 miliardi di euro che non entrano nelle casse dello Stato. Per questo la materia va riordinata, sennò sarà necessario un altro aumento dell'Iva. Il lavoro era stato iniziato dal governo precedente e l'allora ministro Tremonti aveva formato un gruppo di studio con a capo Vieri Ceriani, allora esperto fiscale della Banca d'Italia, ma oggi sottosegretario all'Economia. E ieri proprio il ministero di via XX Settembre ha pubblicato la Relazione finale. Fra le 720 eccezioni ci sono le detrazioni per i figli a carico, gli alleggerimenti per i mutui prima casa, le agevolazioni per il settore cinematografico, le donazioni varie. Adesso, con la relazione pronta, è il governo che deve decidere. Il tavolo di lavoro sulla riforma fiscale si è fermato alle indicazioni tecniche, non ci sono indicazioni politiche. E' ovvio che qualche indicazione il governo l'abbia già adottata. Nella relazione, per esempio, si legge che è una forma di erosione della base imponibile il riferimento a rendite catastali dei fabbricati e dei terreni molto inferiori ai valori effettivi. Per questo Monti ha già fatto sapere che, in tempi brevi, si procederà ad un aggiornamento delle rendite. Ora, nel tentativo di recuperare parte dei 253 miliardi che gli italiani mettono in detrazione, il governo deve procedere. Si vogliono evitare tagli lineari, che colpiscano in modo indiscriminato. Ci dovrà essere una disamina attenta delle singole misure - è scritto nella relazione - per decidere riguardo alla loro conservazione, soppressione o riduzione. Fra gli sconti più noti, quello dell'Iva su alcuni prodotti. Dicono gli esperti che le aliquote al 4% e al 10% comportano una perdita del gettito fiscale di oltre 40 miliardi (si tratta della cifra che si potrebbe ottenere in più tassando tutti i prodotti con l'Iva al 21%). Altro dato interessante riguarda la progressione delle aliquote (chi guadagna meno ha aliquote più basse) perché gli esperti hanno accertato che questa progressione viene applicata solo ai redditi da lavoro. Invece i redditi da capitale sono esclusi dalla progressività. (g.f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA