«Chiuso il cantiere, 50 operai a rischio»

C'è forte preoccupazione sull'esito della situazione. L'avvocato Elisabetta Masnata parla a nome della società Punta Est, che fa capo all'imprenditore Dario Maestri. Gli operai ieri non hanno lavorato. Per ora stiamo alla finestra per vedere cosa succede – dice l'avvocato – La società ha in mano un permesso a costruire, tutta questa situazione ci provoca dei danni, al di là del fermo del cantiere. Il permesso a costruire non è in variante al Piano regolatore. All'interno del complesso c'è un laboratorio di ricerca quindi ci sono e restano i servizi universitari previsti nel Prg. Non servirebbe dunque una variante. Ma il punto secondo le opposizioni in consiglio comunale è che ci sono delle irregolarità. Le convenzioni non si firmano con i dipartimenti ma con l'università e devono passare dal consiglio di amministrazione, cosa che non è avvenuta, dice Paolo Ferloni. Dovevano essere case per studenti e non abitazioni private secondo le opposizioni. Ma noi siamo tranquilli, abbiamo il permesso a costruire, è tutto regolare, ribadisce Punta Est. di Marianna Bruschi wPAVIA I caschetti gialli ieri mattina non li hanno usati. Nessuno ha lavorato al cantiere di Punta Est. Lavori fermi anche nei prossimi giorni. E la preoccupazione per i 50 tra operai e artigiani che gravitano attorno alla costruzione delle quattro palazzine di rimanere senza lavoro. E' l'altra faccia della medaglia. Le indagini della Procura, il dirigente dell'Urbanistica Moro che ritira la convenzione sul progetto Punta Est, le verifiche interne del Comune. E la protesta di chi lavora in via Vallone. Ieri mattina la conferenza stampa di Insieme per Pavia è diventata luogo per lo sfogo di Ciro Marra, capo cantiere della Ct Immobiliare. Ci ha contattato la proprietà e ci ha detto che non possiamo andare avanti, per ora non lavoriamo – ha spiegato il costruttore – ma io devo sapere come stanno le cose. Noi abbiamo un contratto regolare, se chiude il cantiere saranno lasciate a casa decine di operai e le loro famiglie. Fuori dalla sede del gruppo politico, in via Ferrini, ci sono loro, gli operai. Giovani e meno giovani, restano sul marciapiede ad aspettare il loro titolare. E' una protesta silenziosa, di chi ancora non sa con chi deve prendersela. Dietro i loro volti ci sono le storie delle loro famiglie. Chiederò di incontrare il sindaco, abbiamo bisogno di capire cosa ci aspetta, dice Marra. Parla davanti a Giovannetti, Ferloni, Maurici e Veltri. I toni si alzano, ma si sgonfiano subito. Di solidarietà e comprensione gli operai non sanno cosa farsene, chiedono certezze. Ma non è con noi che deve parlare – risponde Giovannetti al capo cantiere – Ci sono degli illeciti, siamo di fronte a una variazione nella destinazione d'uso che non è mai passata in consiglio comunale. La lista Insieme per Pavia, che nel consiglio comunale è rappresentata da Paolo Ferloni, ha inviato alcuni documenti alla magistratura spiegando le perplessità sul progetto che prevede la costruzione di abitazioni signorili di classe A circondati dal parco della Vernavola in un'area che nel Piano regolatore prevede servizi universitari. Due parole che sono state interpretate. Non verranno costruiti appartamenti per studenti. Il legame con l'università è espresso, secondo la società Punta Est, dalla convenzione con il dipartimento di ingegneria edile e del territorio. Ogni martedì i ricercatori dell'università sono in cantiere per i rilievi, spiegano da Punta Est. Una sorta di laboratorio sui materiali utilizzati. Ma è una convenzione anomala – ribadisce Veltri – E' firmata con il dipartimento di Angelo Bugatti che è anche estensore del Pgt. E' c'è una violazione del piano regolatore, tanto che lo sportello unico per l'edilizia aveva dato parere negativo alla richiesta di Punta Est a poter realizzare anche delle cantine. Case di lusso contro case per studenti. Questo il punto. La Procura ha acquisito tutte le carte e ora si indaga. Ma di tutto questo agli operai del cantiere poco importa. Ci sono una trentina di operai, e poi elettricisti, idraulici, tutto l'indotto che ruota attorno a un cantiere – dice Ciro Marra – in tutto almeno una cinquantina di persone che rischiano di essere lasciate a casa. Noi abbiamo un contratto e ora devo sapere su chi rivalermi se dovremo chiudere il cantiere. Così si perdono due anni e mezzo di cantiere. Delle questioni politiche a me non interessa. Queste parole gli operai che lavorano in via Vallone le ripeteranno al sindaco Alessandro Cattaneo. E al Comune la società Punta Est chiederà anche di avere accesso al faldone con la documentazione sul progetto. Presenteremo un'istanza di accesso agli atti per capire in base a quali documenti sono sorte perplessità sull'atto che il dirigente ha firmato e rilasciato, spiega l'avvocato Elisabetta Masnata che parla a nome di Punta Est. Intanto la Procura indaga. su Twitter @MariannaBruschi