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MILANO "Sem nasu par patì…e patem" è il nuovo spettacolo dei Legnanesi in scena dal 30 dicembre al Teatro Smeraldo. Il segreto del successo di questa compagnia (che ogni anno porta a teatro oltre 160 mila spettatori) sta nel modo di recitare spontaneo e genuino, capace di far rivivere la tradizione della vita del cortile a chi l'ha vissuta e di raccontarla agli spettatori più giovani attraverso una comicità pulita, senza volgarità, che narra la vita della gente comune. Il mondo de I Legnanesi è il cortile, un elemento che ha caratterizzato la vita dell'Italia non solo in Lombardia: il regno delle donne, dei ragazzi, degli amori e dei litigi, delle invidie, dei problemi di tutti i giorni dove però, in fin dei conti, tutti vivevano in armonia e serenità. Insieme ai tre strepitosi protagonisti (Antonio Provasio-Teresa, Enrico Dalceri-Mabilia e Luigi Campisi-Giovanni), sul palcoscenico ci sono anche dieci personaggi della tradizione e dieci boys che danno vita a due ore e mezza di spettacolo tutto al maschile; l'ambientazione del cortile e le vicende quotidiane della famiglia Colombo si alternano a scene sfavillanti e a momenti musicali tipiche della rivista e del varietà, fino al gran finale in smoking. Raccontare uno spettacolo de I Legnanesi è quasi impossibile: il loro teatro è affidato alle straordinarie doti di improvvisazione che li hanno resi eredi di una grande tradizione teatrale ormai quasi scomparsa. La compagnia nacque, quasi per scherzo, all'oratorio di Legnarello a Legnano nel 1949 su idea di Felice Musazzi costretto, da una disposizione del Cardinale Schuster che vietava le rappresentazioni teatrali promiscue, a far interpretare i ruoli femminili da uomini travestiti: da qui ha origine la composizione esclusivamente maschile della Compagnia. L'idea vincente di Musazzi fu quella di raccontare al pubblico le storie di paese, del quotidiano, con le loro gioie ed i loro dispiaceri in dialetto, caratteristica che rese unica la Compagnia. Si presentava in scena dicendo: sono Felice e non solo di essere Musazzi ed era veramente una persona felice di riuscire a far ridere la gente. Con le sue "maschere lombarde" Teresa e Mabilia (presenti sin dalla prima rappresentazione), che insieme a Giovanni compongono la strampalata famiglia Colombo, ha fatto divertire la Lombardia e non solo, creando un fenomeno di costume che ha attraversato generazioni. Alla sua scomparsa si pensava che nessuno potesse più interpretare i suoi personaggi, semplici, genuini e mai volgari, finché Antonio Provasio (la Teresa) - che per 9 anni ha recitato con Musazzi, imparando direttamente da lui a muoversi e a ben calarsi nel personaggio - ed Enrico Dalceri (la Mabilia), che per anni aveva fatto parte della Compagnia Teatrale, sono diventate i nuovi interpreti, e, insieme alla figlia Sandra Musazzi (direttore artistico),hanno riportato in scena lo spirito dei cortili lombardi, così come lo intendeva il fondatore de I Legnanesi; il Giovanni è Luigi Campisi, che ha interpretato per oltre un decennio lo stesso ruolo a fianco del grande Musazzi. Nelle ultime stagioni altri personaggi hanno un ruolo fisso, a partire dalla cugina Pineta (interpretata da Alberto Destrieri), la Chetta, una delle donne del cortile (Valerio Rondena),il Sindaco (Giordano Fenocchio)e il Don Pietro (Danilo Parini). La Carmela, la Mistica, la Rosetta, la Duina e la Paolina sono le donne del cortile interpretate da Maurizio Albè, Giovanni Mercuri, Mauro Quercia e Daniele Chiodini.