Il vescovo: «Basta egoismi ai posteggi o nelle code»

di Denis Artioli wVIGEVANO L'attesa più grande, per l'uomo, è la giustizia, a partire dalle piccole cose: se paghi per avere un parcheggio nel condominio ti aspetti che nessuno te lo occupi; se ti trovi a un incrocio, ti aspetti che l'altro stia fermo se ha il semaforo rosso; se vai in Posta, in banca o in Comune e sei il quarto della fila, ti aspetti di essere servito per quarto, e non dopo perché arrivano l'amico o l'amica e ti passano davanti. Esempi concreti, di vita quotidiana, nell'omelia dell'arcivescovo Vincenzo Di Mauro, la prima della messa di Natale da quando è diventato vescovo di Vigevano. Richiesta di giustizia e di senso civico nelle azioni di ogni giorno. In un Duomo affollato, monsignor Di Mauro si è rivolto anche scherzosamente alle persone arrivate per la messa di mezzanotte. A Natale c'è chi viene a messa per tradizione, convinzione o per smaltire ciò che ha mangiato e bevuto a cena ha esordito il vescovo. E' il primo Natale che passo con voi – ha aggiunto l'arcivescovo Di Mauro – ed è molto bello ritrovarci, e mettere al centro della nostra chiesa Gesù Bambino. Ma non abbiamo le fette di salame sugli occhi e vediamo cosa accade attorno a noi, bombardati dalla pubblicità come siamo, dalle luci che accecano e non ci fanno vedere più il motivo della persona vera per cui siamo qui, Gesù Bambino, arrivato senza l'accompagnamento dei mass media in una stalla. Eppure ha rivoluzionato il mondo. Fino a 2mila anni fa non esistevano, come nomi di persone, le donne, i bambini, gli anziani. I censimenti calcolavano solo i maschi in grado di andare in guerra, gli altri erano considerati cose non persone. Una riflessione, poi, è stata rivolta alla coerenza dell'essere cristiani. Nella notte di Natale – ha sottolineato monsignor Di Mauro – ci mettiamo in ginocchio alla recita del Credo per ricordarci che, quando saremo fuori dalla chiesa, se non vogliamo che la gente continui a dire "quelli vanno in chiesa e sono peggio degli altri", allora dobbiamo essere un po' più umani, evitare di parlar male del prossimo, evitare le pugnalate alle spalle. Bisogna essere persone giuste, di quelle che quando uno ci incontra ha poi voglia di rivederci ancora. Gesù si è fatto piccolo, ha assunto l'umanità, perché solo così poteva comunicare agli uomini. Quindi, una riflessione rivolta anche agli uomini e alle donne di Chiesa: Alcuni pensano di dover usare paroloni e grandi filosofie per comunicare Dio agli uomini, ed è esattamente il contrario di quel che ha fatto Gesù che ha navigato nell'umanità, perché sapeva che solo attraverso l'umanità poteva comunicare qualcosa di divino. Quindi, il messaggio conclusivo nella forma di tre slogan per ricordare il Natale: Nel mare delle parole, "la" parola, il silenzio, i fatti.