Notte di Natale Chiese aperte solo in periferia

PAVIA Faceva uno strano effetto passeggiare a mezzanotte per il centro storico, con le chiese tutte chiuse alla vigilia di Natale. Davanti a San Michele nessuna traccia della solita folla natalizia, portoni chiusi e luci spente. Lo stesso al Carmine: tutti i parrocchiani convogliati verso il Duomo alla riapertura, trasformato in attrazione culturale e sociale, non più solo luogo di culto. Da tutte le strade la gente è andata verso piazza del Duomo. Ma lasciando la cerchia delle mura spagnole, la scena era differente. Grande folla davanti alla chiesa di San Pietro in Verzolo a mezzanotte, un brulicare di persone del quartiere ex operaio davanti alla carcassa della Snia, buco nero tra i luccichio degli addobbi. Ma bastava fare poche centinaia di metri per vedere che invece, i salesiani, avevano deciso di rispettare i dettami vescovili. E tenere le porte chiuse a mezzanotte. Messa anche a Santa Maria di Caravaggio, don Carluccio Rossetti ha celebrato a mezzanotte per i parrocchiani di Pavia Ovest: troppo lontano il Duomo, tradizioni di un quartiere - paese in crescita dure a morire. Lo stesso a San salvatore (San Mauro), dove il parroco don Franco Tassone ha accolto i parrocchiani come di consuetudine allo scoccare della mezzanotte. E come lui tanti parroci dei quartieri più esterni: per tanti fedeli, soprattutto anziani e famiglie con bimbi, sarebbe stato impossibile raggiungere il centro storico per la celebrazione del vescovo. Ma ugualmente in Duomo la processione di curiosi è stata incessante: sguardi all'insù e verso il pulpito, bocche aperte per lo stupore di vedere gran parte della città sotto lo stesso tetto.