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PAVIA Non capita tutti i giorni di meritarsi un posto tra i migliori dischi dell'anno. I "Green like july" ci sono riusciti: la band nata tra Pavia e Alessandria si è infatti guadagnata un posto nella classifica dei migliori dischi del 2011 grazie all'album "Four-legged fortune". Il cd è uscito nel gennaio scorso ma da pochi giorni è entrato a far parte della speciale graduatoria stilata da Christian Rocca, giornalista del "Sole 24 Ore" che ha elencato i migliori 40 dischi del 2011. Ma che effetto fa essere accanto ad alcuni mostri sacri della musica come Jovanotti e Peter Gabriel? Ci si sente bene – risponde Nicola Crivelli, bassista del gruppo – e si alimenta il sogno di riuscire anche noi ad arrivare a certi livelli. D'altronde per guadagnarsi questa menzione speciale i "Green like july" hanno lavorato parecchio. Il gruppo è nato da un'idea del cantante Andrea Poggio (29 anni) e del bassista Nicola Crivelli (28), alessandrini di origine ma pavesi d'adozione. Sia Andrea che Nicola si sono infatti trasferiti a Pavia per studiare, ma più che nelle aule dell'università preferiscono stare a Spaziomusica. E così, tra un concerto e l'altro, nel 2005 il gruppo fa uscire il primo disco. L'anno successivo Andrea e Nicola si trasferiscono in Inghilterra, dove fanno molta esperienza live. Tornati a Pavia, accolgono nella band il batterista Paolo Merlini. I "Green like july" trovano così la loro definitiva fisionomia: le loro canzoni abbracciano il genere folk-rock di stampo americano, mescolandolo però con un'italianissima attenzione alla melodia. Dalla somma di tutti questi ingredienti è uscito "Four-legged fortune", piccolo gioiello cantato in inglese ma molto apprezzato anche nel nostro Paese. Nicola Crivelli, come avete reagito alla notizia di avere inciso uno dei migliori dischi dell'anno? Con immensa soddisfazione. Siamo convinti, senza presunzione, che "Four-legged fortune" sia un disco che può piacere anche a chi non ascolta soltanto il folk o l'indie-rock. Come si può definire questo album? Un album fortunato, arrivato in un momento d'oro per questo genere musicale. D'altronde il titolo del disco si riferisce al mondo del gioco d'azzardo: si può dire che con questo album abbiamo vinto una bella scommessa. Perché? Il disco l'abbiamo registrato nel maggio del 2009 ad Omaha, nel Nebraska, con la collaborazione d'importanti musicisti americani. Tornati dagli Stati Uniti, però, abbiamo faticato per scovare un'etichetta italiana che volesse pubblicarlo. Poi però l'abbiamo trovata, e il disco ha avuto un ottimo successo, fino ad entrare nella classifica dei migliori dischi dell'anno. Come siete arrivati a questo traguardo? Il gruppo è nato nel 2003, e all'inizio c'eravamo soltanto io e Andrea, spinti dalla voglia di scrivere qualcosa di nostro. Siamo originari di Alessandria, studiamo a Pavia. Che accoglienza ha avuto la vostra musica? Ottima. Soprattutto per quel che riguarda il pubblico, che ai concerti reagisce molto bene. Anche meglio delle risposte iniziali dei discografici, che quando si sono trovati davanti un gruppo italiano che faceva musica folk cantata in inglese hanno storto un po' il naso. Ma poi è andato tutto bene, e il disco ha avuto un ottimo successo. Gabriele Conta