Pensionato uccide tre persone per una lite di condominio

POTENZA A Genzano di Lucania (Potenza) nessuno potrà mai più dimenticare la vigilia del Natale 2011: un sabato sera funestato dal triplice omicidio compiuto per questioni di vicinato da Ettore Bruscella, 77 anni, da tempo protagonista di liti con la famiglia Menchise, che gestiva una lavanderia, al piano terra di una palazzina in via Vulture. L'uomo ora è in carcere a Potenza, dove ieri è stato convalidato l'arresto. Armato di un fucile semi-automatico, il pensionato, ossessionato dai vapori e dalla canna fumaria della lavanderia, ha ucciso Maria Antonietta Di Palma, 55 anni, e i suoi figli Maria Donata (31) e Matteo Menchise (27). Salvo il capofamiglia, Leonardo Menchise, di 61 anni, che la sera della strage è stato operato a una gamba nell'ospedale San Carlo di Potenza, dove resta ricoverato nel reparto di Chirurgia d'urgenza. È ormai fuori pericolo di vita, ma i parenti, che da due giorni non lo lasciano mai un attimo da solo, raccontano di un uomo profondamente sotto shock, provato fino allo stremo dalla tragedia. D'ora in poi, Leonardo dovrà combattere oltre che con un terribile tumore scoperto nei mesi scorsi, anche con i ricordi di questa maledetta vigilia di Natale. Insieme a lui, c'è solo un altro superstite dalla famiglia Menchise, Luigi, il figlio maggiore. Da due giorni nella testa del capofamiglia si affollano le immagini di un film dell'orrore, consumato in pochi minuti, quelli che sono bastati a Bruscella per salire a casa, imbracciare il fucile semi-automatico, scendere in strada e fare fuoco davanti alla lavanderia. Prima contro Maria Antonietta, poi, a pochi metri di distanza, contro Maria Donata e Matteo, morti all'istante. Bruscella voleva uccidere anche Leonardo, ma non ce l'ha fatta. Dopo il triplice omicidio e il ferimento del capofamiglia, il pensionato ha girovagato un pò per il paese, ma è stato fermato in periferia dai Carabinieri, che nell'automobile hanno trovato il fucile utilizzato per la strage.