Festa anche di lotte, proteste e solidarietà

ROMA La crisi pesa sui lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro e che hanno continuato la loro protesta anche durante le Feste. Si sente nelle parole del presidente della Cei cardinal Angelo Bagnasco che ha puntato l'indice sulla necessità di rivedere gli stili di vita e soprattutto il modo di fare finanza. I politici, quelli che durante le Feste hanno scelto di mostrarsi, sono stati molto presenti ai pranzi per i poveri evitando comportamenti da casta. Austerity, neanche a dirlo, per il premier Mario Monti che è rimasto in casa, nella sua Milano, con la spesa della Vigilia fatta al mercato dalla moglie Elsa. Proprio nel capoluogo lombardo, Oliviero, Giuseppe e Carmine - i tre addetti ai vagoni letto che dal nove dicembre sono saliti sulla torre della stazione Centrale dopo l'annuncio della soppressione dei treni notturni e il taglio di 800 posti - hanno continuato a rimanere lassù, al freddo. Ogni treno che esce li saluta e suona la sirena. Da loro è andata il leader della Cgil Susanna Camusso che chiede al governo di occuparsi di questa vertenza della ex Wagons Lits. In Sardegna, dove ora la situazione si è fatta più dura, i presidi di cassintegrati e precari non hanno smobilitato. E la crisi è anche l'argomento centrale delle tante omelie di Natale. Per Bagnasco il volto vero della crisi internazionale, che segna anche il nostro Paese, si è manifestato e la grande mutazione che era in atto avrebbe già da tempo costretto a rivedere gli stili di vita e, prima ancora, di lavoro, di fare economia e, soprattutto, finanza. Di nuovo Bagnasco, in veste di vescovo di Genova, ancora ferita per le vittime e i danni dell'alluvione di novembre e delle Cinqueterre, ha espresso preoccupazione per il lavoro pensando a Fincantieri. Il vescovo di Firenze Giuseppe Betori ha parlato di crisi economica ed etica. Nella capitale c'è stato il tradizionale pranzo per i poveri organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio al quale, come fa da sempre, ha partecipato Andrea Riccardi, quest'anno nelle vesti di ministro della Cooperazione internazionale. Presenti anche il sindaco Gianni Alemanno e il governatore del Lazio Renata Polverini. Anche a Genova Sant'Egidio ha preparato cinquemila pasti. Tavola apparecchiata pure nel duomo di Terni dove il vescovo Vincenzo Paglia ha coinvolto tutti, compresi i detenuti che hanno fatto il pane. Un presepe dalla parte degli immigrati è stato allestito in provincia di Pisa, a Lari, da don Antonio Zappolini per raccogliere le firme a sostegno del diritto di cittadinanza per gli stranieri nati in Italia.