Sta male sul sagrato della Bozzola «Due ore senza aiuti»
Alla Bozzola iI confessionale resta aperto dalle 8 e mezzo a mezzanotte: oggi, 24 dicembre, il santuario alle porte di Garlasco aspetta l'ormai consueta folla di pellegrini e fedeli per le ultime ore di preparazione al Natale. Prima funzione alle 17.30, poi alle 21 e alle 24, come da tradizione. Domenica, liturgie alle 8.30, 10.30, 16. Alle 18.30, la messa animata dal gruppo Apostoli e Servi di Maria. A Santo Stefano, recital natalizio con i ragazzi del santuario. Appuntamento alle 21 nel teatro della Bozzola. di Simona Bombonato wGARLASCO Più di due ore al freddo, accasciata davanti al santuario della Bozzola gremito di fedeli per la funzione del mercoledì sera: Vomitava sangue. Non l'ha aiutata nessuno. Peggio. L'hanno scansata come un cane perchè "faceva schifo". E c'era gente che le passava in fianco correndo per non fare tardi a messa. Angela e Ilaria Conte, 31 e 28 anni, chiederanno un incontro con il rettore del santuario, don Gregorio Vitali. La donna che mercoledì sera è rimasta sul sagrato per ore in preda ai conati di vomito è la loro mamma. Si chiama Giovanna Genatiempo, 53enne residente da un paio di anni a Tromello, in via Gramsci, dove si è trasferita da Napoli per fare la nonna a tempo pieno. Da allora la donna è ricoverata nel reparto di Chirurgia dell'ospedale di Vigevano per un'emorragia che inizialmente i medici non avevano escluso di dover arginare intervenendo chirurgicamente. Le condizioni si sono nel frattempo stabilizzate. E forse oggi, vigilia di Natale, Giovanna tornerà a casa. Vogliamo portare all'attenzione di tutti quanto è successo a nostra madre, perchè è di una gravità inaudita, ha ripetuto Angela Conte, la primogenita della signora che vive e lavora a Roma. Informato dei fatti, don Gregorio si è detto incredulo: Se fosse successo veramente, mi scuso con la signora, prego per lei. Prima possibile voglio contattare la famiglia per sapere come sta. Sono comunque stupito – ha minimizzato poi il sacerdote – Se qualcuno sta male anche per episodi meno gravi chiamiamo subito l'ambulanza. Mercoledì la chiesa era pienissima. Evidentemente la signora non ha segnalato l'accaduto. Le figlie invece denunciano indifferenza, facendo propria l'amarezza della madre. Non l'ha aiutata nessuno. Giovanna è un'assidua del santuario. Tutti noi siamo praticanti, ha precisato Ilaria, di Tromello. Mercoledì stava bene – ha proseguito – Aveva deciso di andare alla messa di preparazione al Natale con due amiche. Non c'era nessun problema e infatti aveva lasciato a casa il telefonino. La donna ha raccontato di aver accusato durante il Vangelo dolori generalizzati sommati a nausea. E' uscita dalla chiesa e si è fermata sul sagrato. Stava male, ha iniziato a vomitare e poi a vomitare sangue. I fedeli davanti alla chiesa non hanno nemmeno abbassato lo sguardo. Solo un uomo uscito dal bar che si trova nelle vicinanze si è degnato di portarle un bicchiere di acqua calda e limone, ma pare avesse troppi clienti per chiamare un'ambulanza. Nemmeno i volontari davanti alle bancarelle hanno fatto nulla. Dopo oltre due ore, la donna ha raggiunto a fatica le amiche. Poi il trasporto alla guardia medica di Garlasco e, in ambulanza, la corsa in ospedale. Non è questo lo spirito del Natale – ha insistito Ilaria – Non lo è vedere gente che corre a pregare e non muove un dito davanti a una persona che sta male. Davanti agli occhi ho solo l'immagine di mia madre in ospedale, senza un filo di voce. Nelle orecchie risento da giorni le parole che mi ha detto appena mi ha vista: "Non mi ha aiutato nessuno".