Divario salari-prezzi, è record

ROMA Stipendi al palo e potere d'acquisto in calo con un divario salari-prezzi che raggiunge il livello più alto dal 1997. A raccontarlo è l'Istat che segnala anche un crollo a dicembre della fiducia dei consumatori a livelli mai toccati dal 1996. Secondo le ultime rilevazioni le retribuzioni contrattuali orarie a novembre restano ferme su ottobre mentre aumentano dell'1,5% su base annua, la minore dall'ottobre 2010. Un incremento tendenziale dell'1,9% si registra per i dipendenti del settore privato mentre è nulla la variazione per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a novembre presentano gli incrementi maggiori rispetto allo stesso mese dell'anno precedente sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metallifere e attività dei vigili del fuoco. Peggiora inoltre a dicembre la fiducia dei consumatori: l'indice del clima, rende noto ancora l'Istat, è sceso infatti da 96,1 a 91,6. Il dato è il peggiore dal 1996, quando iniziarono le rilevazioni. Il peggioramento è diffuso a tutte le componenti ed è particolarmente marcato per il clima economico generale. I consumatori esprimono inoltre valutazioni più sfavorevoli circa la situazione economica corrente e attesa dalla propria famiglia. Per quel che riguarda i beni durevoli, c'è meno fiducia nella convenienza all'acquisto immediato mentre le intenzioni di acquisto per i prossimi mesi segnano un recupero. Peggiorano anche le aspettative di disoccupazione e quelle generali sull'economia italiana. Il peggioramento della fiducia dei consumatori è diffuso in tutte le ripartizioni ed è particolarmente marcato nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno. Dati che vedono in allarme le associazioni dei consumatori. Il potere d'acquisto è calato quest'anno dell' 1,8% per le famiglie a reddito fisso segnala la Federconsumatori che spiega che tale perdita equivale a circa un mese di spesa alimentare di una famiglia oppure è come se una famiglia dovesse rinunciare alla spesa annua per il pane o per la verdura fresca. Dal canto suo il Codacons ritiene che il governo Monti ora dovrebbe almeno fare un patto di lealtà e di serietà con sindacati e associazioni di consumatori. E se per il Pd i dati Istat confermano la necessità - spiega Cesare Damiano - di un adeguamento all'alto dei salari, per l'Italia dei valori certificano che adesso è l'ora della crescita senza la quale il solo rigore è pericoloso.