«Acquistiamo le stesse cose, meno care»

ROMA Il calo dei consumi alimentari è un trend che stiamo registrando già dal 2009. Quello che vediamo oggi è soprattutto che i consumatori agiscono in maniera selettiva, cioè cominciano a scegliere in modo mirato. Per esempio, se si riduce del 3,7% la spesa alimentare, aumenta in modo significativo il biologico. E' questa secondo Vincenzo Russo, docente di Psicologia delle organizzazioni e del lavoro all'università Iulm di Milano ed esperto dei comportamenti di consumo, la reazione alla crisi. Come si comportano gli italiani con meno soldi in tasca e un futuro incerto? Se volessimo semplificare, potremmo dire che registriamo tre tipi di atteggiamenti forti. Un primo gruppo continua a consumare le stesse cose, ma in quantità minore, agendo nella logica "lo stesso, ma meno", comportamento che spiega per esempio nel settore alimentare la riduzione del fresco, o nel turismo il fatto che si va in vacanza, ma per meno giorni. Comportamento, diciamo, da edonisti maturi. Il secondo gruppo possiamo definirlo: "lo stesso, ma a meno". Sono quelli che acquistano le stesse cose, ma vanno a caccia di promozioni e last minute: l'exploit degli outlet ne è un sintomo forte. Infine ci sono quelli che agiscono nella logica "meno, ma a più valore", acquisto meno, ma a patto che sia d'eccellenza. Per esempio, i prodotti biologici, percepiti come autentici e salubri, o quelli a chilometri zero: il problema, in questo caso, è dare garanzie al consumatore, quindi le aziende dovrebbero dare più informazioni. Questo terzo atteggiamento, che è quello che cresce di più, spiega anche perché registri un aumento delle vendite per alcuni prodotti di lusso. Cambiano queste tendenze durante le feste? Credo che questa tendenza si declini anche a Natale, e non mi stupisce il mantenimento dei consumi di prodotti tecnologici, innanzitutto perché non sono percepiti come superflui. Non solo perché permettono di "raccontarsi", ma perché il networking e la connettività sono ormai diventati un aspetto fondamentale della nostra vita. Dall'altra parte, si cerca di spendere meno, ma meglio. Si spiega così anche il ricorso sempre maggiore allo shopping on line? Grazie soprattutto agli smartphone si sta diffondendo il rapporto con Internet e mentre cresce la familiarità, cresce anche la fiducia, in particolare c'è un grande successo nella vendita dei prodotti turistici. Lei è pessimista? Analizzando i dati vedo che più che pessimismo, c'è preoccupazione. La crisi è arrivata all'improvviso e non ha confronti con quelle passate perché mette insieme la dimensione economica e quella delle istituzioni, dei valori nei quali si è creduto, e ci è stato detto che sarebbe finita nel 2010, poi nel 2011. Questo crea difficoltà a proiettarsi nel futuro. Ma bisogna tirarsi su le maniche e darsi da fare, e questo messaggio sta passando. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA