Pdl e Lega, lotta sul posto di Caltagirone

di Stefano Romano wPAVIA Il presidente della Provincia Daniele Bosone, il sindaco Alessandro Cattaneo e il ministero della salute hanno già deciso, la Regione deciderà questa mattina: alla presidenza del nuovo consiglio di amministrazione del San Matteo resterà quasi certamente Alessandro Moneta, mentre il direttore generale Pietro Caltagirone dovrà farsi da parte perché sgradito alla Lega. Le prime ad essere formalizzate sono state le nomine politiche: il sindaco Alessandro Cattaneo ha firmato ieri il decreto che riconferma come rappresentante del Comune di Pavia al San Matteo Ettore Filippi, questa mattina il presidente della Provincia Daniele Bosone firmerà il decreto di nomina nel Cda del policlinico per l'ex sindaco di Pavia Andrea Albergati. Il terzo nome certo è quello di Daniele Benedini, avvocato milanese nominato al San Matteo dall'ex ministro della salute Ferruccio Fazio prima di essere sostituito da Renato Balduzzi. Gli altri quattro componenti del Cda (ridotto a sei membri più il presidente rispetto ai precedenti otto) saranno nominati questa mattina dalla giunta regionale: la Lega ha ottenuto due rappresentanti, entrambi candidati dal vicepresidente del Pirellone Andrea Gibelli, e porterà al San Matteo Aris Zonta, già dirigente del dipartimento di chirurgia e inserito in extremis nella lista delle candidature, e Giuseppe Zanoni, professore di fisica a Milano ma residente a San Genesio. Il Pdl ha confermato Alessandro Moneta che sarà rieletto presidente dal Cda, ma fino a notte è rimasta aperta la polemica sull'ultimo nome. In ballo sono rimasti fino all'ultimo minuto il direttore generale dell'Asp Maurizio Niutta sostenuto dal consigliere regionale Vittorio Pesato, e l'ex sindaco di Voghera Aurelio Torriani, più gradito al deputato Giancarlo Abelli. Al di là degli scontri interni al Pdl, la battaglia più dura si è giocata tra Pdl e Lega sul nome del direttore generale. Il Pdl avrebbe voluto la riconferma di Pietro Caltagirone, ma la Lega si è messa di traverso. L'altro giorno, in prefettura, chi era accanto al consigliere regionale leghista Angelo Ciocca l'ha sentito dire a Caltagirone che il suo addio al San Matteo non doveva essere considerato un fatto personale, ma una questione politica. La Lega, però, aveva già ottenuto due consiglieri e nominare anche il direttore generale in quota al Carroccio sarebbe stato troppo per la giunta di Roberto Formigoni. E' così che si è arrivato al ballottaggio tra candidati direttori d'area Pdl, ma non sgraditi alla Lega. I nomi che circolavano fino alla tarda serata di ieri erano quelli di Carla Dotti, attuale direttore generale dell'azienda ospedaliera di Legnano, e, in pole position, Germano Pellegatta, attuale direttore generale dell'Asl Milano 2 a Melegnano, area Pdl di provenienza dalle fila di An. La sostituzione di Pietro Caltagirone alla direzione generale del San Matto dovrebbe coincidere con la partenza dell'attuale direttore sanitario, Marco Bosio. Nell'ottica dello "spoil system", la pratica di sostituire i dirigenti all'arrivo di nuovi vertuici, infatti, sembrerebbe naturale che il nuovo direttore generale porti con sè anche un nuovo direttore sanitario. Esattamente come aveva fatto Pietro Caltagirone con Marco Bosio quando era approdato alla direzione generale dell San Matteo.