Nuovo crollo a Pompei, è polemica

NAPOLI Un nuovo crollo a Pompei riaccende le polemiche sulla manutenzione degli Scavi. E' accaduto ieri mattina: uno dei pilastri del pergolato esterno della Casa di Loreio Tiburtino (Regio II, Insula II) ha ceduto. I carabinieri hanno subito posto sotto sequestro l'area che, già scavata negli anni '50, era stata interessata a nuovi lavori di restauro negli anni '80. Secondo il sovrintendente per i Beni archeologici Teresa Elena Cinquantaquattro, il pilastro crollato è un elemento isolato che non aveva alcuna funzione portante nè rilievo artistico. Quanto alle cause, il cedimento è stato forse provocato dalle piogge dei giorni scorsi, ma, osserva il soprintendente, il dato di fatto è che il primo problema di Pompei resta la messa in sicurezza. L'area è enorme e purtroppo i tempi per utilizzare i fondi europei sono ancora lunghi. Insomma fintanto che non si realizzerà il progetto di manutenzione programmata il rischio di crollo non potrà dirsi superato ha commentato il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi. Anche per l'archeologo Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, i crolli si ripeteranno fino a quando non ci sarà la manutenzione ordinaria, non ancora cominciata. Ma il segretario generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia, assicura che i primi interventi di restauro e messa in sicurezza (39 progetti per 47 milioni) saranno messi a bando nei primi mesi del 2012, i cantieri avviati entro la prima metà dell'anno e che il Progetto Pompei sarà operativo per 105 milioni di euro già entro gennaio. Intanto l'Associazione Nazionale Archeologi chiede subito assunzioni quale unica possibile cura per salvare la città romana.