Addio a Mamma coraggio
Giuseppe Bellazzi, 68 anni, assessore comunale alla Cultura di Vigevano, medico di base in pensione, da anni animatore della vita politica della città ducale. La domestica lo trova morto nel suo letto la mattina del 21 dicembre: si era tolto la vita nella sua villa di via Bramante 6 pochi minuti prima. Era uscito presto per recarsi in ospedale a sottoporsi ad alcuni esami. Politico di lungo corso con decenni di militanza socialista, spirito irriverente e dissacratore, era già stato assessore comunale negli anni Settanta-Ottanta. Negli ultimi anni aveva creato una sua lista civica, il Polo Laico, attualmente in maggioranza. Bellazzi era subentrato da pochi mesi come assessore al dimissionario Giorgio Forni. Il figlio maggiore Luca, anche lui medico, è consigliere per la stessa lista. Oltre a Luca, 47 anni – che vive nella villa di via Bramante con la moglie – Giuseppe Bellazzi lascia i figli Matteo, 44 anni, medico, Cristina, 45 anni, insegnante di lettere alla media Robecchi, ed Elisabetta, 31 anni, anche lei medico. Dopo tre anni di battaglia contro la malattia, Angela Montagna Casella si spegne la sera del 9 dicembre nella sua casa di via Vigentina a Pavia. Aveva 65 anni. Angela Casella - all'epoca dei fatti una anonima e tranquilla casalinga pavese - era diventata per tutti "Mamma coraggio" nell'estate del 1989. Suo figlio Cesare era stato rapito dall'Anonima sequestri calabrese nel gennaio 1988. Dopo quasi un anno e mezzo di disperata attesa, mamma Angela decide di partire per la Calabria per andarsi a riprendere Cesare. Arrivata a Locri, pianta una tenda da campeggio nei giardini pubblici e si incatena a una cancellata. Ripeterà questa iniziativa in altre piazze e scatenerà una vera e propria bufera mediatica. Dopo la diffidenza dei primi giorni, la gente di Calabria le dimostra grande solidarietà e, abbandonando paure e omertà, la segue in dimostrazioni, proteste e fiaccolate. Angela non tornerà a casa con Cesare, ma si renderà conto pochi mesi dopo di avere per sempre cambiato la storia dei sequestri di persona, attirando l'attenzione dell'opinione pubblica e costringendo lo Stato ad assumere un ruolo più determinato. Cesare Casella sarebbe tornato in libertà nel gennaio successivo, dopo 743 giorni di prigionia.