Il ct Bettini guarda avanti, obiettivo Olimpiadi
ROMA Il primo anno a tempo pieno da ct azzurro mi è piaciuto molto, la mia sfida è di dare un contributo al cambio generazionale che stiamo vivendo. Paolo Bettini traccia un bilancio del suo 2011 alla guida della nazionale azzurra di ciclismo, un rapporto con la maglia azzurra che vive con quella grinta che l'ha fatto diventare uno dei più forti corridori italiani di sempre nelle corse di un giorno, tanto da vincere due mondiali e un oro olimpico. Il bottino dell'Italia in questa stagione è stato piuttosto magro: zero vittorie nelle classiche e nei grandi giri, dopo un 2010 che aveva visto trionfare Basso al Giro e Nibali alla Vuelta: Stiamo cercando di uscire da questa situazione – ha aggiunto Bettini, a margine della festa della Federciclismo Giro d'Onore svoltasi questa mattina al Coni – come capitato già ad altre nazioni tipo la Francia. Non ci manca la qualità ma la quantità: non credo che i giovani si siano accostati meno a questo sport per via dei suoi problemi. Di certo c'è mancata la scuola della pista, però adesso dobbiamo rimboccarci le maniche. Nel mirino le Olimpiadi di Londra, su un percorso all'apparenza cucito su misura per i velocisti.