Sfratto alla locomotiva Una scelta che divide
Indirizzi strategici di Asm Voghera e un nutrito pacchetto di interpellanze in discussione questa sera nell'ultimo Consiglio comunale dell'anno. La seduta si aprirà in un orario insolito, alle 17, con le comunicazioni del presidente dell'assemblea Nicola Affronti e del sindaco Carlo Barbieri (che potrebbe riferire all'aula gli sviluppi del caso locomotiva). Quindi la presa d'atto della staffetta tutta leghista Albini-Roffi, con il primo che entra in giunta come nuovo assessore allo sport lasciando al secondo il suo seggio a Palazzo Gounela. Poi le numerose interpellanze e interrogazioni. Si parlerà, fra l'altro, dei ripetuti guasti all'acquedotto, dei tagli alle corse ferroviarie e dei ritardi dei treni pendolari, delle emergenze sicurezza e occupazione, con la crisi di numerose aziende locali, della situazione del cavo Lagozzo, della vendita della ex Pezzani. Quanto agli indirizzi Asm, verrà esaminata e messa ai voti la bozza già presentata dal sindaco in commissione e approvata dopo gli iniziali mal di pancia della Lega. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Un tratto di binario e il respingente sono tutto ciò che resta del simbolo del lavoro e della Voghera ferroviaria. La vecchia locomotiva di viale Marx non c'è più, i nonni non potranno più portare i nipotini ad ammirare il vecchio mostro d'acciaio, ultima vestigia di un passato lontano in cui i treni viaggiavano a vapore, che ora riposa allo scalo merci della stazione in attesa, forse, di essere venduta a un ricco collezionista. Ma la scelta dell'amministrazione comunale, e in prima persona del sindaco Barbieri, di sfrattare l'ingombrante ospite, rinunciando anche al progetto di ricollocarlo nei giardini di piazzale Marconi, fa discutere e attira al palazzo le critiche anche feroci della politica, non solo di opposizione, del sindacato, del mondo della cultura, mentre la cittadinanza appare divisa e c'è chi apprezza una soluzione che comunque garantirà almeno qualche posto auto in più in centro. L'impegno dell'amministrazione era di restaurare la locomotiva e spostarla nei giardini della stazione, ma di questo adesso non c'è più traccia, attacca Sergio Vitellini, coordinatore di Rifondazione comunista. Enzo Garofoli, numero uno cittadino del Pd, parla di un fatto spiacevole. Il piazzale della stazione era la collocazione più naturale e si poteva almeno avviare una trattativa con le Ferrovie. E' un momento triste, l'auspicio è che il Comune si attivi per restituire la locomotiva alla città. Per Francesco Rubiconto, preside della media Plana e consigliere del Movimento 5 Stelle, il sindaco ha preso una delle sue decisioni più assurde. Non si può cancellare la memoria storica di una città che ha tratto le sue radici, la sua ricchezza, dalle ferrovie e in cui ogni famiglia un tempo aveva almeno un ferroviere. Risibile poi la giustificazione delle spese elevate dell'operazione salvataggio. I 50-60mila euro necessari si potevano trovare con il minimo sforzo nelle pieghe del bilancio, o evitando certi sprechi, come i 300mila euro spesi per quello che io chiamo il "rondò delle palle". Io trovo che in viale Marx la locomotiva non fosse valorizzata – aggiunge Rubiconto – Ma si poteva collocarla altrove, alla stazione oppure, perchè no, davanti al museo storico o all'interno, dove tra l'altro c'è un enorme salone che potrebbe essere utilizzato come museo delle ferrovie. Critiche e perplessità anche dai banchi della maggioranza. C'era il progetto di portarla in piazzale Marconi, il sindaco doveva sostenerlo – dice Giuseppe Carbone, consigliere Pdl – Io non ritengo che la locomotiva fosse d'impaccio, anzi. Trovo poi un arbitrio che si sia deciso di toglierla senza darne comunicazione ai consiglieri di maggioranza. Concorda Giannantonio Pozzoli: C'è stata una correzione di rotta rispetto a quanto ci era stato comunicato. Sono dispiaciuto. E il sindacato? Graziella Galli, segretaria della Camera del lavoro, si dice dispiaciuta come vogherese. La locomotiva era ormai una presenza familiare, perderla è un ulteriore piccolo segnale dello scadimento di questa città e della scarsa cultura di chi la governa. Se uno perde la propria memoria, non ha futuro. Walter Bellettato, ex operaio dell'Officina ferroviaria e già a capo della Cgil vogherese, confessa di vivere la rimozione della locomotiva come un'offesa alla storia della città e al ruolo che i ferrovieri hanno sempre avuto. Triste anche Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore: E' il segno di una decadenza che non finisce mai, di una città che non sa riconoscere la propria storia. Il pensiero che un simbolo come la locomotiva possa finire nelle mani di un collezionista fa rabbrividire. Eppure la ferrovia ha voluto dir tanto, anche nella politica e nei sindacati. Mi basti citare una figura come Baldo Romeri, assessore, ambientalista ed ex ferroviere. Tra la gente, ecco i pareri raccolti ieri. La locomotiva era ormai ridotta a un ammasso di ruggine - osserva Alberto Poggi – Nessuno ci ha mai fatto manutenzione, a questo punto meglio ritirarla. Per Fabio Tordi, era ora che la togliessero, totalmente sbagliata la collocazione in viale Marx, dava fastidio a tutti i residenti. Di avviso opposto Aldo Sbarra: La locomotiva era un monumento e una testimonianza del passato, ridicolo toglierla per ricavare qualche posto auto in più. Infine Marco Scaglia: In viale Marx era abbandonata, c'era anche chi ci dormiva sopra. Meglio sistemarla in un'altra parte della città, anche lo spostamento l'hanno seguito in duecento, forse per affetto o curiosità. (ha collab. Tommaso Morini)