Pugno al sindaco, condannato

PIEVE PORTO MORONE Era finito a processo con l'accusa di lesioni, per avere mandato in ospedale, con una mandibola fratturata, il sindaco di Pieve Porto Morone Angelo Cobianchi. Siro Bonizzoni, 64 anni, secondo l'accusa aveva sferrato un pugno al primo cittadino al termine di un consiglio comunale di fuoco. A distanza di due anni dai fatti, il tribunale di Pavia lo ha condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento di un risarcimento di 3mila euro, a titolo di provvisionale. Il sindaco, che aveva dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico, aveva chiesto, attraverso l'avvocato Massimo Marmonti, un risarcimento più consistente: il giudice ha rimesso alla sede civile una più precisa quantificazione del danno. I fatti risalgono alla primavera del 2009, nel periodo della campagna elettorale. Un lunedì sera, dopo un infiammato consiglio comunale, il sindaco Cobianchi, secondo la ricostruzione fatta attraverso le testimonianze, chiama nel suo ufficio Bonizzoni, per un chiarimento. Il primo cittadino chiede delucidazioni sulla presentazione di una lista politica in concorrenza alla sua. Chiarimenti umani, ancora prima che politici, li aveva definiti l'avvocato di Cobianchi, Massimo Marmonti. Cobianchi e Bonizzoni, infatti, si conoscono da tempo. Ma in risposta, invece delle parole ci sarebbe stata un'aggressione. Siro Bonizzoni, secondo la sentenza di primo grado, aveva sferrato un pugno al volto di Cobianchi. Una versione che la difesa, durante il processo, ha cercato di smontare. Ma che non ha convinto il giudice di Pavia. Il sindaco, che era parte civile nel processo, aveva chiesto un risarcimento di 200mila euro. Una richiesta che nasceva dal fatto che Cobianchi sarebbe stato colpito sìa sul piano personale, che nella sua funzione di primo cittadino e di rappresentante dell'amminastrazione comunale. (m. fio.)