Viale Marx perde la locomotiva simbolo del lavoro

Il sindaco Carlo Barbieri ha messo in preventivo le polemiche che lo sfratto alla locomotiva di viale Marx potrebbe suscitare. Me le aspetto, ma a chi eventualmente le solleverà chiedo: in questi trent'anni, mai nessuno si è posto il problema di cosa fare della locomotiva allo scadere del contratto d'affitto con le Ferrovie?. Fatta questa premessa, il sindaco precisa che è impegno forte dell'amministrazione ricordare la Voghera del lavoro e delle ferrovie con un monumento da collocare nel piazzale della stazione, la cui ideazione potrebbe essere affidata a un artista locale. Più di ogni altra valutazione, hanno pesato nella rinuncia del Comune a riscattare il vecchio mostro a vapore i costi elevati dell'operazione (si parla di 50-60mila euro comprendendo anche i costi del restauro). Preferirei, piuttosto, istituire delle borse di studio per i figli dei ferrovieri – avverte Barbieri – piuttosto che spendere certe cifre. In ogni caso – aggiunge il primo cittadino – non mi sembra di poco conto l'aver ottenuto che le Ferrovie si siano accollate le spese di trasferimento da viale Marx alla stazione, cosa che a quel che mi risulta in molte altre città non è accaduta. di Roberto Lodigiani wVOGHERA La locomotiva di viale Marx ha iniziato ieri il suo ultimo viaggio. Senza sbuffi di vapore, nè vagoni da trainare, ma a bordo di un mezzo per i trasporti eccezionali che ha compiuto il tragitto fino alla stazione ferroviaria sotto l'attenta sorveglianza della polizia locale. L'operazione, scattata attorno alle nove, si è conclusa quattro ore e mezza più tardi. La vecchia locomotiva, costruita a Napoli nel 1922, per ora resterà parcheggiata su un binario morto, in attesa, probabilmente, di essere trasferita e restaurata (anche se potrebbe essere venduta a qualche collezionista privato). Cala il sipario, dunque, sul simbolo del lavoro e della Voghera delle ferrovie - con l'Officina Grandi riparazioni di via Lomellina che ai tempi belli sfamava centinaia di famiglie - voluto dalla giunta Betto negli anni Ottanta. Una presenza ormai abituale in centro città, alla quale tanti vogheresi si erano sicuramente affezionati. Ma allo scadere del contratto di comodato d'uso con le Ferrovie, di fronte ai costi elevati dell'acquisto e del restauro, reso necessario dai trent'anni di esposizione all'aperto e alle intemperie, il Comune ha preferito dare lo sfratto, ottenendo almeno che fossero le Fs a coprire le spese di trasloco dell'ingombrante oggetto ricordo. Una scelta, quella di rinunciare all'acquisto, che probabilmente susciterà qualche polemica, ma sulla quale il sindaco Barbieri e la giunta hanno tenuto duro, anche in considerazione del difficile momento economico e della scarsità di risorse a disposizione dell'ente pubblico. Per non creare ulteriori disagi al traffico cittadino, i vigili urbani e la ditta specializzata incaricata dello spostamento hanno atteso l'apertura delle scuole prima di avviare la complessa operazione, coordinata dal vicecomandante della polizia locale, Gianluigi Algeri, dall'ufficiale Negri e da cinque agenti; era presente anche l'assessore alla viabilità Vincenzo Giugliano. Il mezzo eccezionale con a bordo l'ingombrante carico ha percorso - a velocità ovviamente ridotta - via Verdi e la camionale, quindi ha raggiunto il rondò Quarleri e da quindi ha imboccato via Montebello per arrivare infine al capolinea di piazzale Marconi e della stazione. Ultima fermata del vecchio caro mostro a vapore. Il suo posto, in viale Marx, sarà utilizzato probabilmente come parcheggio. RIPRODUZIONE RISERVATA