Corea del Nord, morto Kim Jong-il

di Maria Rosa Tomasello wROMA La Corea del Nord piange quello che il popolo dell'ultimo regime stalinista chiamava il caro leader e il mondo considerava un dittatore. Dopo 17 anni di potere assoluto, Kim Jong-il è morto a 69 anni (70 per i registri anagrafici sovietici): l'uomo che aveva sfidato il mondo con la minaccia delle armi atomiche è stato stroncato da un infarto avvenuto, secondo l'agenzia ufficiale Kcna, alle 8.30 di sabato 17 dicembre, durante un viaggio in treno. Alle 12 ora locale (le 4 di ieri in Italia), una conduttrice in nero con la voce rotta dall'emozione ha dato l'annuncio: E' stato sopraffatto da una grande stanchezza fisica e mentale ha detto, rendendo nota la proclamazione del lutto nazionale, che durerà fino al 29 dicembre, il giorno successivo ai solenni funerali del presidente, in programma il 28 dicembre a Pyongyang. Nessuna delegazione straniera sarà invitata, secondo la consuetudine rigissima del regime che si ispira alla filosofia Songun, ovvero i militari prima di tutto. A prendere la guida di un Paese sommerso dalle lacrime collettive, con la gente piangente e disperata in piazze e strade, in preda a un'isteria teatrale a beneficio delle telecamere, sarà il figlio terzogenito Kim Jong-un, un generale di 27 (o 28) anni, con studi a Berna e una smodata passione per il basket americano. Era stato il padre stesso a prepararlo al passaggio del testimone dopo che un ictus, nel 2008, aveva minacciato di chiudere la sua lunga permanenza al potere: sarà chiamato il grande successore, ma a causa della giovane età e dell'inesperienza per lui sarà vitale l'appoggio delle forze armate. Il rischio di instabilità nella regione ha fatto scattare l'allarme nella Corea del Sud, che ha dichiarato lo stato di massima allerta e convocato d'urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale. Riunione d'emergenza del governo anche in Giappone: il presidente Yoshihiko Data ha disposto contatti serrati con Usa, Cina e Corea del sud per fronteggiare ogni possibile scenario, ma il governo ha anche espresso le proprie condoglianze, fatto singolare considerati i rapporti tesi tra le due nazioni. Appena informato, il presidente americano Barack Obama ha avuto un colloquio telefonico con il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, e ha confermato l'impegno Usa per la stabilità della penisola e del nostro alleato. L'Unione europea ha dichiarato di seguire la situazione con attenzione, mentre la Farnesina ha auspicato per la Corea del Nord l'apertura di una fase nuova, nella direzione del dialogo e della cooperazione con la comunità internazionale. Più esplicita la Francia: Speriamo che ora il popolo possa ritrovare la sua libertà, ha detto il ministro degli Esteri Alain Juppe, mentre l'Onu ha annunciato che continuerà a sostenere il popolo nordcoreano. Dolore per il compagno Kim Jong-il, intimo amico del popolo cinese invece, è stato epresso da Pechino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA