Fondo salva-Stati, intesa a metà nella Ue
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Mancano 50 miliardi. I ministri delle finanze dell'Ue non sono riusciti, almeno per ora, a trovare i 200 miliardi decisi dal vertice europeo del nove dicembre per finanziare lo spompato Fondo monetario internazionale, al fine di farlo concorrere al salvataggio dei paesi in difficoltà. Mentre il direttore Christine Lagarde ha ribadito anche ieri che la crisi europea è un rischio per tutte le economie del mondo. I Paesi dell'euro, concorreranno con 150 miliardi (l'Italia ne verserà 23,48, il 15,56%), e i restanti 50 dovrebbero arrivare dagli altri dieci partner Ue.Si tratta di un escamotage, dovuto al fatto che i paesi Ue non possono aiutarsi direttamente tra loro, e dunque deve farlo il Fondo salva-Stati, finanziato per gran parte dalla Ue e per il restante dal Fmi. La riunione si è svolta per telefono, e quindi i dettagli scarseggiano. Da quel che si sa le maggiori resistenze sarebbero arrivate dalla Gran Bretagna e dalla Bundesbank, che dovrebbe concorrere all'operazione con 45 miliardi. In mattinata un portavoce di Francoforte aveva già rabbuiato il clima spiegando che non vi e' alcuna urgenza, a nostro parere non ci sono pressioni temporali a breve visto che il Fondo non ha ancora presentato richiesta formale per un finanziamento. La Germania resta comunque aperta al versamento, ma vuole prima essere sicura, spiega una fonte, che anche gli altri paesi versino la loro quota. Per i britannici il problema sarebbe invece che il firewall, cioè il Fondo salvastati Efsf, non sarebbe molto affidabile in quanto non abbastanza a prova di incendio se a fallire dovessero essere paesi grandi, come l'Italia o la Spagna. Il cancelliere dello Scacchiere George Osborne avrebbe dunque detto no a partecipare con i 30 miliardi che l'Ue gli chiede, ribadendo anche l'altro dubbio di Londra, secondo la quale il rafforzamento dell'Fmi dovrebbe arrivare da una platea diversa, i paesi del G20. I paesi dell'Ue meno ricchi, come la Polonia e la Repubblica Ceca, hanno invece spiegato di non avere a disposizione il denaro necessario. Mentre il ministro delle Finanze greco ha confermato che Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi in difficoltà che già beneficiano degli aiuti, saranno esentati dal contibuto. . ©RIPRODUZIONE RISERVATA