Siepi tolte sul Naviglio, indaga la Forestale
di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Taglio delle siepi sul Naviglio, scatta l'indagine della Forestale. Dopo la denuncia dei sindaci di Giussago e Certosa per l'abbattimento delle siepi sulla riva effettuata dal consorzio Villoresi, ieri mattina gli uomini del comando di via Campari hanno eseguito una serie di controlli. Gli agenti hanno perlustrato diversi punti del fiume, da Nivolto (Giussago) fino a Vellezzo e Certosa. La Forestale, nei giorni scorsi, ha chiesto al Villoresi anche la documentazione relativa per verificare se ci siano stati eventuali lavori non autorizzati, così come sostengono i Comuni. Un'anomalia, intanto, gli uomini del Corpo forestale l'hanno già appurata. E cioè che il taglio – come del resto sostenevano i sindaci – non sono stati fatti per effettuare una semplice potatura ma per sradicare completamente l'essenza arborea. In altre parole il lavoro non sarebbe stato fatto a regola d'arte sotto il profilo agronomico. Gli agenti lo hanno capito subito vendendo i tronchi spezzati nel mezzo e buona parte delle radici fuori dal terreno. Un evidente tentativo di estirpare le siepi piantate dieci anni fa grazie al progetto "Greenway" costato circa 150 mila euro in opere di compensazione ambientale, fra cui appunti le siepi. Sempre secondo la Forestale, stando ad una prima analisi, il Villoresi dovrebbe essere in possesso delle autorizzazioni necessarie per un lavoro di questo tipo, a partire dal via libera dei Beni paesaggistici della Regione visto che la zona del Naviglio è sotto tutela. Altro aspetto di cui ha preso nota la pattuglia: rami, frasche e radici sono state abbandonate sul posto dopo il taglio selvaggio, invece di essere portate vie e smaltite. Insomma, le cose per il consorzio di bonifica potrebbero complicarsi, quanto meno per come è stata portata a termine l'operazione. Ma il responsabile del servizio Navigli del Villoresi nega ogni presunta irregolarità. Abbiamo proceduto con immediatezza al taglio – spiega Gianni Sgarbi – perchè secondo noi c'erano motivi di urgenza per la sicurezza del ciglio di rive e strada. Non solo. Ci sono motivi di igiene e sanitari, visto che i rami in acqua trattengono ogni tipo di rifiuto. Le autorizzazioni? Le abbiamo chieste, ma ci siamo mossi senza aspettare i tempi burocratici per i motivi suddetti, cioè di emergenza dell'intervento. Secondo Sgarbi comunque, che ribadisce l'intenzione non di potare ma di sradicare le piante, quelle essenze non dovevano essere messe in quel punto. Poi anni di negligenza nella manutenzione ha fanno fatto il resto. I sindaci, nonostante i nostri ripetuti solleciti in questi anni, non hanno mai provveduto alla manutenzione – conclude Sgarbi –. Ad ogni modo, una volta finito il lavoro, ripianteremo tutto ma in sicurezza.