LA TRUFFA GLOBALE ON LINE
di VITTORIO EMILIANI Sullo sport più bello del mondo, come viene chiamato il calcio, si proiettano di nuovo le ombre lunghe delle scommesse sulle partite truccate. E stavolta sono ombre che arrivano dall'estremo Oriente, niente meno che da Singapore dove ha sede il vertice dell'organizzazione professionistica scoperta dalla Procura di Cremona. Come in una serie televisiva, il capo della rete sarebbe un certo Eng Tan Seet, l'agente per l'Italia arrivato a Malpensa con un chilo di bigliettoni di euro - Choo Ben Huat, mentre il pentito, pure di Singapore dell'operazione risulta detenuto in Finlandia. I calciatori coinvolti sono già noti alle cronache: più di tutti fra gli arrestati di ieri l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni. E certo è triste che anche il calcio delle squadre provinciali, quelle che hanno vivai ricchi di talenti e che godono del tifo più appassionato e fedele sia stavolta il più coinvolto, con un calciatore-bandiera quale è stato, per anni, lo stesso Doni ora arrestato. Come del resto lo fu Beppe Signori che ebbe la prima fama nel già leggendario Foggia di Zeman, per poi raggiungere le vette della Lazio e della Nazionale. Quali responsabilità hanno le società? Lo sconcerto e l'amarezza degli sportivi sono grandi. I dati che più colpiscono in questa indagine sono: uno il carattere trasnazionale dell'organizzazione criminale che parte da Singapore e coinvolge, prima di arrivare in Italia, Ungheria, Germania e Croazia, con una forte base operativa nell'Europa dell'Est con maggir volume di scommesse sulle partite truccate effettuate sui siti internet asiatici assai meno controllati di quelli europei; due, la sfrontatezza di questa rete internazionale che, nonostante gli arresti operati qualche mese fa dalla procura di Cremona, ha tentato di combinare una partita (Cesena-Gubbio di Coppa Italia) il 30 novembre scorso, operazione saltata perché un giocatore del Gubbio, con indubbio coraggio, ha denunciato la proposta di corruzione all'autorità sportiva. Non sembrano, almeno per ora, coinvolti - come invece avvenne nello scandalo di un trentennio fa - giocatori e squadre di primissimo livello. Ma una certa prudenza è d'obbligo visto che il procuratore di Cremona dopo i 17 arresti di ieri ha parlato della propria inchiesta di un punto di partenza e non di arrivo. Bisogna quindi alzare la soglia di attenzione ben al di là delle organizzazioni criminali nazionali (che in Italia per altro sono già non poco forti e ramificati ovunque) e questa strategia deve coinvolgere la polizia di numerosi paesi in stretta collaborazione. Bisogna inoltre vigilare in modo assai più premente sulle scommesse on line. Queste ultime hanno assunto ormai, anche in Italia, una dirompenza travolgente. Il 30 per cento delle scommesse sportive l'anno scorso è avvenuto via internet e nuovi orizzonti si aprono per i gestori di giochi attraverso i cellulari. La crisi economica spinge poi a giocare d'azzardo soprattutto nelle province con i redditi più bassi. Un dato agghiacciante che deve ulteriormente far riflettere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA