Genitori all'attacco «A Lardirago bimbi senza spazio-giochi»

LARDIRAGO Vogliamo un paese più a misura di bambino: la richiesta sul tavolo del commissario Giulia D'Onofrio, è arrivata dai cittadini che hanno costituito il Comitato pro Lardirago. Gli spazi riservati ai più piccoli sono limitati e in pessime condizioni, lamentano molti genitori: La biblioteca comunale è inutilizzabile e nel parco vi sono giochi che da mesi attendono di essere sostituiti o sistemati. E gli interventi devono essere rapidi se in primavera il parco deve essere utilizzabile. E poi resta la necessità di maggiore sicurezza sulle strade del paese. A partire dall'incrocio della provinciale con la via che porta alle scuole primaria e secondaria di primo grado. E' un punto molto pericoloso – sostiene Silvia Pelizza, portavoce del comitato – le auto percorrono la provinciale diretta verso Marzano a velocità sostenuta. Per questo abbiamo chiesto al commissario di ripristinare il semaforo che regola il traffico in questa zona, dove peraltro vi sono, oltre agli istituti scolastici, anche municipio e farmacia, un'operazione che sarebbe a costo zero per le casse comunali. I problemi da risolvere sono stati elencati in una lettera consegnata agli uffici comunali e indirizzata al commissario prefettizio. I residenti sanno bene che lo scoglio, al momento difficile da superare, è quello di reperire le risorse economiche necessarie a realizzare alcuni interventi. Ci rendiamo conto che il Comune è in difficoltà, ma i cittadini hanno anche dei diritti e vi sono piccoli interventi che si possono effettuare, come quelli nel parco giochi – sottolinea Pelizza -. Per questo chiediamo al commissario di risolvere problemi che, seppure non gravi, penalizzano i bambini che abitano a Lardirago. E' impensabile, dicono i genitori, che uno scivolo resti inagibile dallo scorso settembre o che la piattaforma polifunzionale utilizzata dai bambini e dai ragazzi per pattinare o per partite di basket, sia da qualche mese ricoperta di foglie e quindi non utilizzabile. E i bambini, ricordano dal comitato, non possono più frequentare la biblioteca comunale. Prima la piccola biblioteca era gestita da una commissione – spiega Pelizza -. I suoi componenti vi lavoravano gratuitamente, organizzandosi in turni settimanali per consentire agli studenti delle scuole del paese di accedere ai prestiti librari. Ora però i locali sono chiusi. Ma il commissario D'Onofrio è in difficoltà a far quadrare i conti e si è vista costretta ad alzare le imposte comunali. A cominciare dal costo del buono pasto, lievitato, da settembre, a 5,50 euro. Stefania Prato