Addio a Vaclav Havel il nemico di ogni regime

di Natalia Andreani wROMA Vaclav Havel, ex dissidente e primo presidente della Cecoslovacchia democratica, è morto nella sua Praga, a 75 anni di età. Il presidente letterato, drammaturgo, attivista dei diritti umani, voce spesso scomoda e controcorrente di un'Europa a suo avviso troppo pavida e prudente, se ne è andato nel sonno, nella sua casa di campagna ad Hradecek, 150 chilometri dalla capitale. minato nel fisico dagli anni trascorsi nelle prigioni dell'ex regime. Accanto a lui la moglie, l'attrice Dagmar Veskrnova, sposata in seconde nozze. Appena una settimana fa la sua ultima apparizione in pubblico al fianco del Dalai Lama. L'uomo che ammaliava tutti, indiscusso protagonista della Rivoluzione di velluto che nel 1989 provocò il crollo delle dittature comuniste, per i grandi del mondo, specie in tempi di crisi e terrorismo, era un punto di riferimento morale: a cominciare dal presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama che, come altri, lo aveva voluto incontrare. Havel era nato il 5 ottobre 1936 in una famiglia benestante di imprenditori ed intellettuali di Praga: una "colpa" mai perdonata dal regime comunista del dopoguerra che l'accusò di avere collaborato coi nazisti durante l'occupazione. Negli anni '60, dopo il servizio militare cominciò a lavorare come macchinista in alcuni piccoli teatri. Poi la Primavera di Praga nel 1968 e le repressioni seguite all'invasione sovietica indussero Havel, cacciato dal teatro, a impegnarsi contro il regime: quasi cinque gli anni trascorsi dietro le sbarre. Nel 1989 in veste di leader del Forum Civico fu eletto primo presidente della Cecoslovacchia e riconfermato nella Repubblica ceca nel 1993. Nonostante la precaria salute e numerosi interventi chirurgici, nel 1998 fu rieletto per un secondo mandato. Quindi il ritorno all'amato teatro come autore di testi drammatici. Nonviolento, ma filoamericano(di dominio pubblico anche la sua straordinaria passione per Frank Zappa e i Rolling Stones), Havel fu anche il principale fautore dell'entrata della Repubblica ceca nella Nato (12 marzo 1999). Fu ancora lui a gettare le basi per il successivo ingresso del Paese nell'Unione Europea (realizzatosi nel 2004), anche se in patria, specie nell'ultimo perido, non sempre venne capito. E oggi l'intera comunità internazionale rende onore all'uomo e al politico divenuto il simbolo del dissenso verso le dittature di tutto il mondo. Premiato da Amnesty Internation , Havel si battè per i diritti umani in Russia, in Bielorussia, a Cuba ed anche in Birmania. Negli ultmi tempi, però, la sua salute si era fatta più fragile. Operato di un cancro ai polmoni nel 1996, c'erano poi stati numerosi ricoveri in ospedale, l'ultimo dei quali nel marzo scorso per un a grave polmonite. La salma di Havel verrà esposta a partire da mercoledì? nella storica Sala Vladislao del Castello di Praga dove già ieri sera centinaia di persone si sono radunate per commemorarlo con fiori e candele. Migliaia anche i messaggi postati sulle pagine di Twitter e Facebook. I funerali di Stato si svolgeranno venerdì 23 dicembre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA