Pavia, mercato da domani Gheller è già in partenza

PAVIA Di mercato non si vuole parlare almeno fino a domani, dopo la gara-chiave contro il Foggia. Ma intanto c'è già una certezza: Gheller non rientra più nei piani del Pavia. Il rafforzamento della squadra è stato uno degli argomenti più sollecitati nel filo diretto con l'amministratore delegato Alessandro Zanchi e il direttore dell'area tecnica Aldo Preite, che ieri mattina ospiti della Provincia Pavese hanno risposto alle domande poste dai tifosi per telefono o tramite posta elettronica. Gheller in partenza. Massimo Furlan chiede di sapere se il difensore tornato in estate al Pavia rientra ancora nei piani della società oppure, visti gli evidenti danni creati alla squadra, verrà ceduto o messo fuori rosa. La risposta di Preite non lascia dubbi: Gheller in campo ha messo spesso in difficoltà la squadra facendosi espellere e quindi non rientra più nei piani del Pavia. Era stato preso come elemento di esperienza, invece non aiutato la squadra e nemmeno il sottoscritto. Mercato top secret. Daniele Basile dice di seguire da tanti anni il Pavia e di essere dispiaciuto per la situazione di classifica: Soprattutto in casa manca l'intensità dell'anno scorso. Ma bisogna stare tutti uniti per raggiungere la salvezza. Preite: E' sotto gli occhi di tutti, stiamo facendo fatica. E sono d'accordo sul fatto che la salvezza passa per le gare in casa. Quest'anno c'è stata mancanza di risultati per troppo tempo. E' giusto remare tutti nella stessa direzione. A gennaio qualcosa faremo sul mercato, ma ne parleremo dopo la gara col Foggia. In tanti chiedono un rafforzamento della rosa, come Vittorio, che si dice un abbonato deluso (Chiedo alla società ogni sforzo per salvare la squadra). Leggendo tra le righe delle risposte di Zanchi e Preite, però, qualche indicazione c'è: L'anno scorso a gennaio abbiamo preso due giovani, oltre a Veronese, ma erano Eusepi, Puccio e Meza Colli. Dunque arriveranno comunque giocatori con già un po' d'esperienza. Altra indicazione di Zanchi: Abbiamo segnato 2 gol in meno di Taranto e Ternana: non facciamo fatica a far gol, semmai a non farcene fare. E Preite: 13-14 gol ce li siamo fatti da soli. Quindi rinforzi da centrocampo in giù. Marco chiede se si prenderà un bel regista, tipo Sciaccaluga, e Preite risponde: Non dobbiamo guardare al passato, e in quel ruolo c'è Meza Colli. Conti a posto con i giovani. Gio 53 chiede se il risultato sul campo condizionerà la futura presenza della famiglia Zanchi alla guida del Pavia. Zanchi assicura: No, l'impegno non cambierà, anche se ribadiamo che qualunque aiuto esterno è importante. Cerchiamo di chiudere il bilancio sempre più vicino al pareggio. A questo proposito aggiunge un dettaglio importante: L'anno scorso oltre il 50% dei nostri ricavi è arrivato dai contributi della Lega Pro per l'impiego degli under e dai premi di valorizzazione che i club di A e B devono pagare alle società che fanno giocare i loro giovani. Senza questi soldi bisognerebbe trovare qualcuno che "cacci i soldi". D'altronde nel ringraziare sponsor e imprenditori che ci danno un mano, a cominciare da Paolo Zoncada, dobbiamo anche dire che l'imprenditoria pavese fa più fatica rispetto ad altre realtà. Ecco perché questi contributi sono per noi fondamentali. Stadio, il progetto avanza. Il campo in sintetico fa parte di un progetto più ampio – dice Zanchi rispondendo a un tifoso – di stadio polifunzionale. L'iter richiede i suoi tempi ma magari ce la faremo per la fine della stagione. Una tifosa interviene al telefono: A parte il progetto stadio, quanto interesse c'è da parte del Comune a rafforzare il Pavia calcio con dei contributi?. Per Zanchi il Comune non può e non deve intervenire economicamente, ma per esempio nel progetto stadio potrebbe affidare al Pavia la gestione degli eventi. Una ex C unica. Ancora Gio 53: E' possibile che la riforma dei campionati avvenga già da giugno con il blocco delle retrocessioni?. Zanchi: Penso che già nella prossima stagione si arriverà a una categoria unica, fondendo Prima e Seconda divisione, magari non a 60 squadre ma con qualcuna di più. D'altronde anche club sani come il nostro fanno fatica se dietro non c'è un Paperone. Detto questo, da uomini di sport perdere sul campo non ci fa piacere. Rosa di qualità? Algie si dice deluso soprattutto dai più esperti come Gheller, Fissore e Meza Colli. Risponde Preite: Anche per i "vecchi" non è facile, però Fissore sta facendo bene e Meza Colli ha mostrato alla fine dell'anno scorso il suo valore. Bisco Il pazzo Giuliano chiede solo un impegno concreto per salvare la stagione che, lo ricordo, è quella del centenario. Preite cerca di essere ottimista: Mancano ancora 18 gare e tutto può succedere. L'obiettivo è anche portare avanti negli anni uno zoccolo duro e non fare squadre solo con i prestiti. Quanto e me, fare il dirigente era il mio obiettivo una volta smesso di giocare, ma i risultati non stanno arrivando. Questa estate mai mi sarei aspettato di essere ora a 9 punti in classifica. C'è stata un'errata valutazione dei giocatori? Non siamo fenomeni, ma la classifica non rispecchia il nostro valore. Continuo ad avere fiducia in questi ragazzi, hanno bisogno di sentirsi importanti per questa società e questa città. Zanchi: L'anno scorso eravamo più giovani e non abbiamo sofferto così. I giocatori di qualità ci sono. E poi una squadra scarsa fatica a fare gol. L'allenatore. Si chiede se Sangiorgio può essere il tecnico anche per il futuro. Preite conferma che per ora con Sangiorgio si va avanti fino a giugno: Secondo noi era la persona giusta, la squadra aveva bisogno di equilibrio. Si avvicina molto a Torresani, ma per lui è più difficile perché ha tanti giovani, mentre Torresani guidava un gruppo esperto. Zanchi: Conta quello umano: Sangiorgio non è il classico "secondo", già prima era molto rispettato dai giocatori. Perché non richiamare Torresani dopo Domenicali? Volevamo un motivatore, abbiamo scelto Pergolizzi. Stadio sempre più vuoto. Il calcio in tv ci danneggia in termini di presenze allo stadio? Non credo – dice Zanchi – il problema più che altro sono tutti questi ostacoli di ordine pubblico che spesso in contesti come il nostro non hanno ragione di esistere. E la gente è stufa. Dico però una cosa che non farà piacere: Pavia fa fatica a reggere la ex C1. Anche negli anni della B sfiorata le presenze allo stadio erano 2.300 in media, non tantissimo. Aggiungo che iniziare un percorso vincente dalla C1, e non all'Eccellenza come è capitato in passato, è più difficile. Infine un messaggio ai tifosi da Zanchi: Come dice lo striscione che vedo da anni allo stadio (quello della Zuppa alla Pavese, ndr): noi ci sentiamo "Povar ma gnuc".