Truffa su eBay, vigevanese in carcere

di Denis Artioli wVIGEVANO Cercando il nome su internet escono decine di segnalazioni e pagine intere riguardanti Matteo Aldrovandi, 29 anni, di Vigevano, da parte di persone che si dicono raggirate da lui, in particolare sulle aste on-line, come eBay. Aldrovandi è stato condotto in carcere dagli uomini del commissariato di Vigevano, coordinati dal dirigente Anna Leuci, in esecuzione di un ordine di carcerazione arrivato dalla procura della Repubblica di Novara. Truffa, è l'accusa che pende su di lui. Deve scontare 6 mesi di reclusione ed è stato prelevato dagli uomini del commissariato in un'abitazione, in zona Ticino, dove era ospitato da una donna. Non abita più con la famiglia di origine. Risulta senza fissa dimora, la sua casa è internet. La truffa di cui è accusato Aldrovandi, e che sta alla base dell'ordine di carcerazione, è stata commessa ai danni di una persona di Borgomanero: si tratta della vendita di un oggetto su eBay, in realtà mai consegnato, secondo il giudice, dopo il pagamento della cifra concordata. La Questura di Pavia, che ha diffuso una nota sul'arresto, definisce Matteo Aldrovandi particolarmente noto alle sezioni della Polizia postale della Nazione per innumerevoli truffe compiute su internet ad ignari acquirenti che acquistavano oggetti di elettronica e informatica sul sito commerciale, inviando denaro senza poi ricevere l'oggetto acquistato. Ma le accuse della polizia, nei confronti del giovane vigevanese non si fermano qui: La tecnica affinata da Aldrovandi, secondo gli inquirenti, sconfinava in reati più gravi quali la sostituzione di persona e l'indebito utilizzo di carte di credito, per i quali ha a carico numerosi altri procedimenti. Di lui, su internet, ormai si sa quasi tutto: sono pubblicati numero di cellulare, generalità, molti degli pseudonimi utilizzati sul web. Il Tribunale di Vigevano lo aveva già condannato, in primo grado, nel 2010, a 6 mesi di reclusione, con l'accusa di aver messo in vendita su eBay un sistema audio, in cambio di 885 euro che l'acquirente gli aveva inviato, senza ricevere la merce. Un anno prima era stato condannato a 4 mesi (pena sospesa) con l'accusa di aver rubato l'identità virtuale a una ragazza residente a Cilavegna. La polizia ha precisato che il giovane vigevanese non abita più con i genitori ed è sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. Aldrovandi, tramite il suo legale, ha fatto opposizione al provvedimento emesso dalla Procura di Novara e ha chiesto l'affidamento ai servizi sociali, ma il Tribunale di sorveglianza si è opposto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA