Robbio, il Comune vende i suoi terreni per 315mila euro
ROBBIO Il Comune cerca di fare cassa vendendo privatamente i terreni per cui sono andate a vuoto già due aste. 315.800 euro il valore degli appezzamenti, che hanno ed avranno uso agricolo. Il 2012 sarà infatti un anno di vacche magre per i conti del Comune che a pareggio ha un bilancio intorno ai 7 milioni di euro e nel 2011 rispetto al 2010 ha già avuto 178mila euro da Roma. Il vento che tira porta con sè altri tagli e sacrifici. Palazzo comunale non aspetterà quindi i biblici sette anni per il ritorno delle vacche grasse. Con la vendita dei terreni agricoli l'obiettivo è dare in pasto e subito (le offerte saranno accettate entro il 31 gennaio) oltre 300mila euro al bilancio comunale. Il 2012 si presenta come un anno difficile - sottolinea l'assessore al bilancio Mario Arcelloni, che conosce bene le dinamiche del bilancio comunale dato che è stato sindaco dal 1999 al 2009 - stiamo ancora aspettando le nuove leggi per capire come dovremo impostare il bilancio. Sicuramente, se andasse in porto la vendita, questi soldi farebbero comodo. Ad essere messe in vendita saranno 161 pertiche milanesi di terreno agricolo suddivise in undici lotti vendibili singolarmente. Il valore dei lotti varia dai 128.000 euro del lotto nove fino ai 6.000 euro del lotto 1, passando anche per cifre intermedie comprese tra i 40.000 e i 7.000 euro. Due lotti si trovano in direzione Sant'Angelo, uno verso la cascina Ponella e gli altri otto ai lati del cavo Boschi nell'area compresa tra Valpometto e la strada vicinale che conduce all'oasi delle Cicogne. Di questi terreni solo due sono coltivabili a mais, gli altri invece sono tutti coltivabili a riso. Nove lotti sono composti da un solo appezzamento, due invece hanno più parti di terreno incluse. Si tratta del lotto nove composto da quattro parti di terra e del lotto undici composto da tre appezzamenti. In media il terreno viene messo in vendita a 1950 euro alla pertica (297 euro all'ettaro). Attualmente questi terreni sono dati in locazione ad agricoltori, che hanno la priorità per l'acquisto a parità d'offerta. Il regolamento prevede che le offerte devono essere almeno del 50% del valore stimato. L'amministrazione si riserva in ogni caso il diritto di scegliere se accettare o meno l'offerta. Sandro Barberis