Mezzana Bigli accoglierà tre famiglie di nomadi

MEZZANA BIGLI La notizia che ha fatto il giro dei bar e delle case di Mezzana Bigli era fondata: in paese o, meglio, alla frazione Terzo, arriveranno presto tre famiglie di Rom, nomadi italiani di origine slava che si trasferiranno dal campo-nomadi di via Idro a Milano nella cascina Terzo, tra le mille risaie lomelline. Le voci di un trasferimento di diverse decine di Rom è invece ridimensionata: saranno tre sole le famiglie che abiteranno a breve in Lomellina per un totale di tredici persone di cui quattro bambini in tenera età. In comune, dopo un sopralluogo del sindaco Angelo Chiesa e del tecnico comunale Francesco Dondi nel cascinale su cui un'impresa locale sta lavorando per il recupero della struttura, c'è stato un incontro tra gli amministratori locali e don Massimo Mapelli della Casa della Carità di Milano, l'organismo che sta procedendo ad un'impegnativa azione di integrazione dei Rom di via Idro. Il sindaco Chiesa è stato esplicito: Noi siamo per la piena accoglienza. Chiediamo ai nuovi abitanti un comportamento altrettanto civile nei confronti della gente del paese. Non dubitiamo sul loro impegno di integrazione tanto più che a far da garante in questo percorso è un sacerdote esperto come don Massimo. E il sacerdote: Le tre famiglie che hanno deciso di trovare una nuova collocazione fuori dal ghetto di via Idro, nel cui capo-nomadi vivono da 23anni, vanno aiutate e incoraggiate. Hanno approfittato del piano varato dall'ex-ministro Maroni per l'eliminazione dei campi beneficiando di 8mila euro a famiglia; poi, essendo i capifamiglia ottimi operai assunti a tempo indeterminato all'Amsa di Milano, hanno contratto un mutuo regolare attraverso l'aiuto della Casa della Carità, con cui hanno acquistato il vecchio e cadente cascinale di Mezzana ed ora lo stanno restaurando. E ancora: Il loro percorso è certamente lodevole, fatto di buona volontà. Uno di essi è già residente a Mezzana Bigli; gli altri dodici diverranno cittadini tutti gli effetti perché la loro integrazione sociale sia completata, unitamente a quella occupazionale che da tempo è acquisita. Il sindaco Chiesa ha ribadito al sacerdote-portavoce del Rom: Dopo Natale saremo lieti di incontrare in municipio i tre capifamiglia. Con essi parleremo forte e chiaro e la presenza di don Mapelli sarà di conforto e garanzia per noi e per i Rom. Certo è che qualche timore in paese permaneva, ne sono certo, ma saranno i fatti a sfatare queste paure. E il pensiero è andato ad un'altra esperienza con esito positivo in Lomellina: l'esempio della vicina cascina Riccagioia di Pieve del Cairo, dove già risiedono da anni alcuni nomadi e dove l'integrazione è fatto compiuto. Paolo Calvi