Ok al pacchetto Severino A casa tremila detenuti
di Natalia Andreani wROMA Ventimila detenuti in meno nelle prigioni italiane. Questo l'obbiettivo del decreto legge messo a punto dal Guardasigilli Paola Severino, e varato ieri dal consiglio dei ministri in assoluta collegialità. Un pacchetto di misure urgenti e non più rinviabili, ha commentato Severino ricordando le cifre del sovraffollamento negli istituti di pena del Paese, il mio primo pensiero: 65mila carcerati contro una tolleranza massima di 45mila unità. E tanti, troppi suicidi dietro le sbarre. Domiciliari. Ai detenuti che stanno scontando condanne inferiori ai 4 anni sarà concesso di trascorrere gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari nella propria abitazione o in altra dimora. Si tratta dell'estensione della norma già approvata da Alfano che consentiva gli arresti domiciliari per gli ultimi 12 mesi di pena. La misura scadrà, come previsto, nel dicembre 2013 e riguarda circa 3mila persone. Dunque niente braccialetti elettronici che per ora non ritengo opportuno evitare perché devono ancora essere sperimentati ed è da dimostrare che hanno costi inferiori alla carcerazione preventiva, ha spiegato il ministro. Celle di sicurezza. Onde evitare il fenomeno delle cosiddette porte girevoli - vale a dire gli ingressi in carcere per tempi inferiori ai tre giorni -il decreto stabilisce che i fermati siano custoditi per 48 ore nelle celle di sicurezza di caserme e commissariati. E che l'udienza di convalida da parte del magistrato sia eseguita nel luogo di detenzione allo scopo di evitare i costi di trasferimento degli arrestati. Ogni anno 21mila detenuti entrano ed escono dal carcere nel giro di tre giorni. Perciò abbiamo pensato a una soluzione nella quale il soggetto arrestato per reati di un'offensività limitata venga portato direttamente dalla polizia giudiziaria in luoghi di custodia e nel giro di 48 ore dal magistrato che potrà decidere senza passare per le inutili, faticose e a volte mortificanti ritualità di un ingresso in carcere che al 90% dei casi si risolve in una uscita dopo 72 ore. Le celle di sicurezza attualmente a disposizione sono 706 e quelle non idonee - ha aggiunto il Guardasigilli - andranno ristrutturate. Percorsi alternativi. Con un disegno di legge delega che punta alla depenalizzazione di alcuni reati, viene poi introdotto l'istituto della messa alla prova che riguarda chi rischia una condanna fino a 4 anni. In pratica ad apertura del dibattimento si individua un percorso rieducativo per il quale deve subito essere espressa l'opzione: chi lo accetta non entra in carcere e presta lavori di pubblica utilità. Il percorso si blocca, e riparte il processo, se nel frattempo il soggetto torna a commettere reati della stessa indole. Stime. Il governo - che ha sbloccato 57 milioni di euro destinati a terminare le nuove strutture- stima che col dl si potranno avere dai 18 ai 20 mila detenuti in meno. Quanto agli ospedali psichiatrici giudiziari, per chiuderli serve un accordo con le Regioni, ha spiegato Severino che sull'amnistia ripete: Se il Parlamento la proporrà non mi opporrò. ©RIPRODUZIONE RISERVATA