Firenze, il killer dei senegalesi era pronto a sparare ancora
FIRENZE La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta sui messaggi di contenuto razzista apparsi sul web dopo la strage compiuta da Gianluca Casseri, il killer che ha ucciso due uomini di nazionalità senegalese Diop Mor di 54 anni e Modou Samb di 40, e ferito altre tre persone, sempre originarie del Senegal. Prosegue anche l'inchiesta sui due raid effettuati dal killer in piazza Dalmazia e al mercato di San Lorenzo. Al momento, viene esclusa l'ipotesi che Casseri abbia avuto complici. La procura sta passando al vaglio le amicizie dell'uomo anche per verificare se qualcuno possa averlo spinto o istigato a compiere l'azione contro i senegalesi cosa che equiparerebbe alla responsabilità. Intanto il quadro che emerge dalle indagini è inquietante. Secondo gli investigatori, Casseri non aveva terminato la strage che aveva in mente. Quando è stato sorpreso dalla polizia nel parcheggio sotterraneo di San Lorenzo aveva appena ricaricato la 357 Magnum. La pistola è stata infatti trovata con 5 colpi ancora da esplodere oltre a quello con cui il killer si è suicidato. Ieri si è poi accesa la polemica sul destino di CasaPound Firenze il centro sociale di estrema destra frequentato dall'omicida, di cui molti fiorentini chiedono la chiusura. Ipotesi a cui si è opposto il sindaco Matteo Renzi. Non è dicendo 'chiudiamo un centro sociale' che abbiamo risolto i problemi. Da sindaco - ha aggiunto Renzi - quando CasaPound commemora i cecchini fascisti nel giorno in cui il Comune ricorda la Liberazione esprimo tutta la mia rabbia, ma attenzione a dare a tutti quelli che frequentano i centri sociali le responsabilità penali che appartengono ai singoli. Chiudere - ha proseguito Renzi - non dipende dalle amministrazioni comunali ma dalle forze dell'ordine. CasaPound si chiude se viene riscontrato che sono stati commessi reati. Gli esponenti del centro sociale hanno chiesto un incontro con la comunità senegalese fiorentina.