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LARDIRAGO In ricordo di Monica nCara Monica, siamo increduli e sbigottiti, fatichiamo a credere che tu ti sia arresa a questa ultima chiamata. Ora confidiamo in te affinché con il tuo forte carattere, il tuo coraggio e una parola giusta che avevi sempre per tutti, tu Lassù metta un po' di ordine perché ci sembra che ultimamente siano stati molto, molto disattenti. Grazie Monica, ciao! M.C. ALBONESE Parole d'incenso La povertà resta n Gentile direttore, La crisi chiede parole forti e sguardo lungo firmato da Boatti (domenica 11 dicembre) ha il pregio di coniugare l'analisi della situazione con la proposta di un metodo di intervento concreto ed idoneo alla crisi che la nostra Provincia sta vivendo. Le insicurezze, le paure e le aspettative deluse armano in ugual misura l'indifferenza e l'egoismo, nonchè a volte la disperazione. In troppi, anche nel Bel Paese pavese, abbiamo vissuto come nel paese dei balocchi un ritmo ed un tenore di vita che (forse) non potevamo permetterci. Siamo tutti quanti consapevoli di questo? No, o almeno, non ancora. Chi rappresenta e guida la Comunità, dice Boatti, deve trovare anche le parole giuste, deve andare oltre l'autoreferenzialità, deve avere lo sguardo più lungo. Questa proposta di strategia, questa scommessa di oggi è nei piani di chi ci guida? No, caro Boatti, proprio non ci siamo, sa? Le parlerò francamente, come cristiano e come parroco, con tanta amarezza (ed anche un po' di vergogna!). Nella prima settimana di dicembre c'era a Milano e a Vigevano la ricorrenza di Sant'Ambrogio e a Pavia la ricorrenza di San Siro. Ho qui sul tavolo i discorsi dei tre Vescovi (Milano, Pavia e Vigevano). Hanno detto cose belle, dotte, ma anche scontate ed autoreferenziali: sulla società, sulla famiglia, sul clero. Belle parole che, però, come le profumate volute d'incenso librate a piene mani verso la volta delle rispettive Cattedrali, si sono disperse nell'aria! E adesso? Adesso nulla, cioè il solito turbinio di Messe, di auguri come lo scorso anno e come dieci anni fa... I politici fanno le stesse cose, i vescovi ed i preti fanno le stesse cose, il volontariato fa le stesse cose, qualche pacco alimentare in più e qualche pranzo o cena una tantum per i più poveri sono sufficienti a tacitare la nostra coscienza? No, i conti proprio non tornano. C'è (tanta) gente che fatica a dormire di notte: perchè i soldi non bastano ad arrivare a fine mese, perchè da mesi non ricevono lo stipendio, perchè a gennaio perderanno il lavoro. E non sono (solo) aride statistiche, ma persone, uomini e donne che stanno perdendo la speranza per il futuro e la serenità per il presente. E tu, Chiesa di Pavia, di Vigevano, di Tortona dove sei? Buon Natale? don Francesco Cervio SATIRA I Celti in Parlamento devono sfogarsi n Il fuoco cova sotto la cenere ed oggi al Senato della Repubblica goliardiche fiamme verdi sono scaturite da sotto la cenere del governo che i leghisti sostenevano sino ad ieri. I baldanzosi senatori maschi padani e la loro bruna senatrice passionaria e onnipresente si sono scatenati in una bagarre di folclore celtico degno dei loro antenati. Calderoli di Gundestrup, rosso in viso e compiaciuto come uno parente ebbro al termine di un ricco banchetto matrimoniale, sventolava brandelli di cartelli sequestrati dai commessi, Bricolo, dalla fronte turrita come un ariete, li difendeva in virtù della sua maggiore prestanza e anche perché se la cava di più con lo stampatello che col suo rotacismo dialettico. Costoro, ad essere incazzati, ne hanno ben donde, mazziati da sempre dai germani a nord e dai romani a sud. Ora poi si ritrovano ad essere appellati dal signorotto di Arcore "comunisti", ricambiando per la verità l'epiteto, e richiamati alle loro responsabilità da un Signore, per di più Professore, per di più Europeista stimato internazionalmente. Cosa volete da questi baldi discendenti di Britanni, Galli, Pannoni, Celtiberi e Galati ? Ce l'hanno duro e un po' di casino per sfogarsi gli è concesso! Paolo Oropallo