La Gancia diventa russa Il 70% al "re della vodka"
di Mirco Marchiodi wROMA Passa in mano straniera un altro marchio storico del made in Italy: la Russian Standard Corporation, leader nella produzione di vodka di alta gamma, ha infatti acquisito il 70% della Gancia, storica casa produttrice di spumanti. Alla famiglia che nel 1850 ha fondato l'azienda astigiana resta il 30%. E restano italiane anche le bollicine, ha voluto sottolineare l'amministratore delegato Paolo Fontana, confermato alla guida dell'impresa. La chiusura dell'operazione era nell'aria da alcuni giorni. Ieri è arrivata l'ufficialità, anche se è stato smentito il prezzo dell'operazione, che la stampa russa aveva stimato in 150 milioni di euro. Dopo aver diffuso in Russia Martini e Cinzano, Gancia è per me la terza sfida, la più ambiziosa, spero di farcela a portarla in tutto il mondo, sono state le prime parole da presidente di Roustam Tariko, l'oligarca russo numero uno della Russian Standard Corporation, che ha annunciato un importante piano di investimenti per trasformare Gancia nel marchio leader sia in Russia sia a livello globale, attraverso un rafforzamento del brand e un investimento nel personale e nei dirigenti, ma senza spostare la fabbrica da Canelli. Se Tariko ha delineato strategie e obiettivi a lungo termine, Fontana ha parlato del futuro immediato: Puntiamo a superare in tre anni i 100 milioni di fatturato e a portare la produzione di bottiglie dagli attuali 25 milioni a 40. In tempi brevissimi è previsto un investimento di 5 milioni per rafforzare l'azienda e renderla più efficace sia sotto il profilo industriale sia per quanto riguarda la qualità. Per quanto riguarda il personale (Gancia oggi occupa 100 dipendenti), Fontana ha assicurato che non ci saranno riduzioni di organico: Già nei mesi scorsi è stato avviato un piano di riorganizzazione che non prevede licenziamenti ma una migliore organizzazione che vedrà entrate e uscite sempre però in un'ottica di crescita. A spiegare la scelta della famiglia di cedere il pacchetto di maggioranza è stato il decano, Lorenzo Vallarino Gancia: Abbiamo voluto privilegiare l'interesse dell'azienda a quello della famiglia. Avevamo di fronte brand come Martini e Cinzano che negli anni sono diventati multinazionali, a dimostrazione che il mercato è cambiato. La scelta strategica è stata di dare ulteriore sviluppo: era necessario farlo con un gruppo capace di conseguire davvero questo obiettivo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA