Abbattuto bosco a Vidigulfo, c'è l'indagine
di Giovanni Scarpa wVIDIGULFO Cinquanta piante tagliate senza chiedere alcuna autorizzazione. In pratica, un intero bosto. Questo è quanto accaduto, secondo gli ambientalisti della Lac (Lega per l'abolizione della caccia) a Vidigulfo: per questo hanno presentato un esposto al Corpo forestale dello Stato. Luogo del misfatto, frazione Cavagnera . Ieri, gli uomini del comando di viale Campari hanno eseguito una serie di controlli per verificare se effettivamente sono stati commessi tagli irregolari. Secondo il movimento, una cinquantina di alberi fra ontani, robinie e querce sarebbero stati abbattuti senza alcun permesso. Si tratta di una taglio indiscriminato – sostengono Roberta Casarini e Livio Tosini della Lac – passato come ordinario lavoro agricolo. Ma secondo una perizia tecnico-forestale non poteva essere fatto. La Roggia Molina, luogo in cui sorgevano le piante, ricade infatti nel Parco sovracomunale del Ticinello e del Lambro meridionale e per questo sottoposta alle norme di salvaguardia della flora spontanea. Inoltre – proseguono – il taglio rappresenta anche un notevole danno alla fauna poichè il luogo si trova nell'Ambito provinciale venatorio e i divieto di caccia avrebbe dovuto garantire rifugio e ripopolamento per numerosi animali stanziali e migratori all'interno della Valle del Ticinello. Già il nostro movimento ha visto riconosciuta l'importanza ambientale del varco ecologico della frazione Cavagnera, inserendola nella rete ecologica prevista dalla Regione e chiedendo il ripristino di ambienti naturali fra la Roggia Molina e il Ticinello. Non solo. A suo tempo – concludono gli ambientalisti – avevamo ottenuto dal Comune di Vidigulfo l'approvazione di una delibera per una maggiore naturalizzazione dell'area. Tutela e salvaguardia, dopo questi fatti, sono ora ancora più urgenti e necessari. Ieri gli agenti della Forestale hanno fatto due blitz. Il primo in municipio a Vidigulfo, per reperire tutta la documentazione necessaria. Il secondo a Siziano, ente capofila del Parco sovracomunale del Ticinello con le stesso obiettivo: acquisire documenti per cercare di capire se sia stato commesso qualche abuso. Poi sono andati sul posto- L'indagine è solo all'inizio e si preannuncia però complicata. Chi invece è rimasto allibito di fronte ad esposto e sopralluogo degli agenti è l'affittuario del terreno, Massimo Cusaro: Non riesco a capire questo putiferio. Avevo chiesto informazioni in Provincia e in Comune. Nessuno mi ha detto che non potevo farlo. Serve per ripulire, poi il bosco rinasce.