Vidari, festa per integrazione «Qui nessuna classe ghetto»
VIGEVANO La scuola elementare Vidari si propone come istituto all'avanguardia nell'integrazione degli stranieri, ma non vuole classi-ghetto. Per evitare le polemiche sorte all'inizio dell'anno scolastico sulla presenza di troppi alunni stranieri in alcune classi, la scuola di via Diaz ha chiesto di aprire un tavolo di discussione con i rappresentanti degli altri circoli e l'assessore all'Istruzione, Brunella Avalle. Questo per garantire che il numero di stranieri resti nelle percentuali ministeriali, un massimo del 30% in ogni classe, dice Lorenza Farina, vicepresidente del consiglio di circolo e mamma di un'alunna del Vidari. Io e gli altri dirigenti scolastici – interviene il direttore Desiderio Castellano – incontreremo il prefetto nei prossimi giorni. In vista dell'apertura delle iscrizioni, che dovrebbe essere tra gennaio e febbraio, secondo i dati fornitici dall'anagrafe, il numero di stranieri dovrebbe superare di poco il 30%, a patto che le famiglie italiane confermino l'iscrizione dei loro figli. Perchè spesso accade che proprio le scelte dei genitori italiani, con i trasferimenti dell'ultimo momento, siano alla base dello squilibrio che ha generato polemiche sul numero di stranieri per classe. Un'occasione di incontro sarà la festa di Natale che si terrà sabato, dalle 15 alle 18. Oltre alle bancarelle e ai canti di Natale – spiega l'insegnante Maria Teresa Navaro – l'appuntamento clou del pomeriggio sarà la tavola rotonda che si terrà a partire dalle 16, cui parteciperanno insegnanti e famiglie della scuola, oltre al professor Giuseppe Vico dell'università Cattolica. Questo incontro – prosegue la maestra Sabrina De Lenart – è un modo per far conoscere chi siamo e come operiamo. Per sfatare il mito che vuole che qui non si festeggi il Natale perché ci sono molti bimbi musulmani. A questo proposito – interviene Farina – vorrei spezzare una lancia in favore delle classi miste. Le mie bambine, grazie alla presenza di bimbi che portano in classe la propria cultura, godono di un arricchimento culturale incredibile. Valeria Bollini