Costi politica, via libera al taglio dei vitalizi
ROMA Dopo il rinvio al taglio delle indennità, si comincia da pensioni e diaria. È diventato certezza: anche le pensioni dei parlamentari cambiano e dal primo gennaio 2012 passano allo stesso sistema di calcolo applicato agli altri lavoratori: il contributivo. Finisce così l'era dei vitalizi e delle baby-pensioni. E la costosa macchina della politica molla uno dei suoi privilegi storici. Sulla riduzione delle indennità degli onorevoli il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ieri garantito una decisione entro il 30 gennaio 2012. Ma intanto i due rami del Parlamento danno un segnale di partecipazione alla realtà. E, come previsto, gli uffici di presidenza di Camera e Senato hanno approvato il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Il trattamento previdenziale sarà applicato per intero ai nuovi eletti e pro rata agli altri. Italia dei valori e Lega hanno votato contro perché, hanno spiegato Silvana Mura e Giacomo Stucchi, è troppo poco, si poteva fare di più. Mentre su proposta di Rosy Bindi (Pd), che ritiene la riforma giusta ed equa, nel regolamento è stata inserita una clausola che lascia a ogni deputato la possibilità di concordare un trattamento pensionistico meno favorevole per se stesso di quello in vigore, come anche la rinuncia totale al vitalizio. Nel nuovo regolamento, l'età pensionabile è stata spostata da 50 a 60 anni per chi è stato parlamentare per più di una legislatura e a 65 anni per chi ha alle spalle una sola legislatura. In una nota l'ufficio di presidenza della Camera spiega che per ogni anno di mandato ulteriore, l'età richiesta è diminuita di un anno con il limite inderogabile all'età di 60 anni. Conseguentemente - conclude la nota - per molti deputati, tale misura comporterà il differimento fino a 10 anni della percezione dell'assegno vitalizio. Ai senatori in carica alla data del 1° gennaio 2012, nonchè ai parlamentari che avevano esercitato il mandato elettivo e che siano successivamente rieletti, si applica un sistema pro-rata, determinato dalla somma della quota di assegno vitalizio maturato alla data del 31 dicembre 2011 (data che l'Idv aveva chiesto di togliere) e di una quota corrispondente all'incremento contributivo riferito agli ulteriori anni di mandato parlamentare esercitato. Inoltre, il cambiamento del trattamento previdenziale (innalzamento dei requisiti di età e anzianità contributiva) non riguarderà solo i parlamentari, ma anche gli altri dipendenti di Camera e Senato. Infine la diaria: per la prima volta viene introdotta la penalizzazione in caso di assenza dei parlamentari alle sedute delle Commissioni e Giunte. Mentre prima la "multa" scattava solo in caso di assenza dall'Aula. Nel dettaglio: agli onorevoli assenti in Commissione o Giunta, nelle sedute in cui si svolgono votazioni, sarà trattenuto un trentesimo della diaria per ogni giornata. Per quanto riguarda le assenze dalle sedute dell'Assemblea invece, resta in vigore la normativa del 2002 che prevede la riduzione di un quindicesimo se il parlamentare non partecipa ad almeno il 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata. (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA