Sos dalla mensa del povero «Scaffali vuoti, serve cibo»

La comunità di Sant'Egidio di Pavia organizza, per Il 25 dicembre alle 12.30 nella cripta della Basilica di San Michele, un pranzo di Natale per i più poveri, con cinquanta invitati e il vescovo Giovanni Giudici. Abbiamo cercato di curare tutto nei minimi dettagli, dal menu (a base di lasagne al forno, pasta fresca e arrosto), agli allestimenti della sala, fino al regalo, che sarà per tutti personale – spiegano i responsabili della comunità –. E' l'idea di offrire una vera festa, bella come la faremmo a casa nostra. Spesso si pensa che i poveri abbiano bisogno solo di ciò che è "utile", e ci mancherebbe altro, il bisogno è tanto. Ma i poveri non sono solo un bisogno, sono una persona. Quindi, come tutti, hanno bisogno anche di ciò che è "bello", di un'attenzione personale e non indifferenziata. In queste settimane abbiamo raccolto i regali per queste feste - oggetti rigorosamente nuovi - presso i negozianti e la cittadinanza, e abbiamo raccolto circa 200 regali, testimonianza di una grande generosità da parte dei pavesi. Una trentina di volontari si sono resi disponibili e stanno collaborando alla realizzazione del pranzo. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Sullo scaffale sono rimaste cinque confezioni di zucchero. E la riserva di legumi in scatola basterà appena per qualche sacco alimentare che i frati domani distribuiranno ai bisognosi. Ventotto famiglie in crisi che bussano, due volte a settimana, alla porta del convento di Canepanova. Ci dividiamo la distribuzione dei pacchi alimentari con la Caritas spiega frate Luca aggirandosi tra gli scaffali semivuoti della dispensa. Mancano olio, pelati, tonno in scatola, ma anche latte a lunga conservazione e biscotti perché tra i "clienti" dei frati ci sono molte famiglie con i bambini piccoli. Mamme e papà che hanno perso il lavoro e hanno più di un bambino da crescere – spiega fra Luca – . Anche gli omogeneizzati sono graditi. In questi ultimi mesi, in cui la crisi ha stremato anche il mondo del volontariato, i frati hanno dovuto aprire il borsellino per acquistare generi alimentari. Sabato chiederemo aiuto ai pavesi – dice il frate – . La Coop, con la quale abbiamo un sodalizio da 15 anni, ci ospita dalle 8.30 alle 20 per un raccolta speciale di generi alimentari. I volontari, molti studenti e i collaboratori della mensa di Canepanova, insieme ai frati e ai soci Coop coordinati dal presidente Leonardo Coostantino saranno all'ingresso del supermercato di viale Campari per invitare i clienti a donare almeno un prodotto a chi sta peggio. A ridosso del Natale c'è ancora chi viene a portarci un po' di spesa per i poveri – spiegano i frati – ma il bisogno cresce. Anche alla mensa. Il picco di commensali alla mensa del povero si è registrato tra settembre e ottobre quando più di 100 persone hanno fatto la fila, in via Foro Magno, per poter mangiare un pasto caldo. Poi la situazione si è "normalizzata": anche ieri una novantina di avventori, distribuiti in due turni sui 53 tavoli della mensa. A servirli, dopo aver affettato, bollito, cotto e spadellato sono i circa 50 volontari che si avvicendano ogni mattina, dalle 8.30 alle 11, in cucina capitanati dai cuochi Marco detto Lillo e Vitaliano. Ieri pasta al pesto, mozzarella e insalata. E dolce allo yogurt. Dal 2012 la Coop, con un notevole sforzo organizzativo, mette in campo anche un nuovo progetto – spiega Bruno Centonze, consigliere di amministrazione Coop –. Si chiama "Buon fine": un paio di volte a settimana i prodotti in scadenza e il fresco che ora vengono tolti dagli scaffali e mandati in discarica , verranno portati alla mensa del povero. Il progetto nel 2010 è stato realizzato in Lombardia e ha permesso di consegnare a 36 associazioni di volontariato prodotti per un valore pari a un milione e 100mila euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA