Stradella, autisti Arfea verso lo sciopero
STRADELLA Vertenza Arfea: parti sociali e azienda non trovano un punto di incontro. Fallito il faccia a faccia davanti all'assessore provinciale ai trasporti, Michele Bozzano, rimane un'ultima possibilità di intesa nel summit che convocherà a breve il prefetto, passo quasi obbligato nell'iter dello stato di agitazione proclamato da Fit Cisl. Che adesso dà praticamente per certo lo sciopero di 4 ore a gennaio. Arfea invece fa sapere che formulerà nel frattempo una nuova proposta. Sul tappeto ci sono gli aumenti di stipendio chiesti da una ventina di autisti delle linee verso Pavia e Milano, le stesse che dal giorno in cui il ponte della Becca è stato chiuso ai mezzi pesanti, non hanno alternative alla deviazione per Spessa Po e Belgioioso. Andrebbe anche bene così, se solo il nuovo percorso non comportasse una dozzina di chilometri in più per 12-15 minuti di guida extra. Su questo sindacati e Arfea sembra non riescano a trovare la quadra: sulla monetizzazione dei minuti lavorati in più dato il divieto di transito sul ponte della Becca. Non mi pare ci siano alternative allo sciopero – ha detto Marco Magnani – Ci siamo sentiti proporre un aumento di 50 euro al mese per due ore extra al giorno, un'offerta ridicola. E nemmeno è piaciuta la seconda proposta formulata dall'azienda. Ovvero, 100 euro in busta paga su una media di dodici giorni lavorati. Un calcolo astratto che i sindacati hanno respinto, chiedendo invece un conto aritmetico che moltiplichi la retribuzione oraria (10-12 euro) al tempo di guida effettivo. Vedo difficile a questo punto pensare di trovare un soluzione condivisa davanti al prefetto, ha insistito Magnani. Che ad Arfea chiederà conto anche dei contributi del fondo previdenziale: Ci risultano 300mila euro di contributi trattenuti e non versati. Tutte rivendicazioni che quasi certamente sfoceranno in un primo sciopero (di quattro ore) già programmato nel mese di gennaio. Da Arfea poche parole per spiegare che non è detto si arrivi a tanto. O almeno, non è quello l'obiettivo dell'azienda. In attesa che il prefetto convochi le parti, Arfea conta infatti di elaborare una terza proposta. Ci stiamo lavorando – dichiarano dall'azienda di autotrasporti con sede a Voghera – Di certo troviamo riduttiva la posizione dei sindacati. Non funziona così, non regge la richiesta di un ristoro puramente teorico, quando in realtà va strutturato un criterio retributivo che tenga conto dei singoli casi. In sintesi: Arfea si dichiara disponibile a valutare caso per caso l'allungamento dei tempi di lavoro e i conseguenti extra da riconoscere a fine mese. (si.bo.)