Barroso: l'accordo Ue non è sufficiente
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Quanto fatto al vertice europeo dell'8 e 9 dicembre non basta, se non torneremo a crescere non si uscirà dalla crisi. Parola di Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, pronunciata ieri davanti all'Europarlamento. L'aula di Strasburgo ha discusso per tre ore dei risultati della riunione dei leader europei che ha sancito il nuovo patto per il rilancio dell'euro ma ha visto l'abbandono del tavolo da parte del premier britannico David Cameron. Barroso è stato esplicito: Stiamo perdendo posizioni rispetto ai nostri concorrenti – ha detto – per questo servono riforme per la competitività. Dobbiamo incentivare la crescita perché se non si creerà fiducia sulla nostra possibilità di tornare a crescere non si uscirà dalla crisi. Quanto è uscito dal summit, ha sottolineato, non è abbastanza. E' necessario un impegno sulla ripresa, e ci vorrà tempo, non esiste nessuna bacchetta magica, non esistono miracoli. Mentre il presidente parlava a Strasburgo, in uno studio i servizi della Commissione affermavano che la zona euro è in territorio pericoloso, la crisi dei debiti è nella fase del contagio e l'Europa non può permettersi il lusso di pensare solo alle sfide immediate che le pongono i mercati ma deve assicurare crescita e sostenibilità del debito. Questo lavoro dovrà esser fatto dai governi, dalla Commissione, e il Parlamento dovrà partecipare agli sforzi, ha replicato Barroso ai deputati che avevano lamentato una carenza democratica nell'accordo. Nicolas Sarkozy chiede che la questione sia risolta in quindici giorni, ma Barroso è cauto per i problemi giuridici ancora aperti. Dobbiamo presentare un accordo compatibile con il diritto comunitario – ha spiegato –, ci sono problemi giuridici e istituzionali. E' possibile risolverli, ma questo richiederà lo sforzo di tutti. Il presidente della commissione Ue spera anche che Londra riesca a uscire da una situazione infelice. Abbiamo tentato di raggiungere un accordo a 27, ma non è stato possibile, perché Cameron avanza proposte che minacciano la stessa sopravvivenza del Mercato unico. Le colpe dei ritardi e dell'avvitarsi della crisi, secondo il presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy, sono anche nel fatto che alcuni paesi hanno aspettato troppo per agire, e alcuni non hanno fatto quanto gli avevamo chiesto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA