Uccide due senegalesi, poi il suicidio

di Natalia Andreani wFIRENZE Un diverbio. Potrebbe essere stato un banale diverbio a scatenare il delirio nella mente già offuscata dell'uomo che ieri si è reso protagonista di una caccia armata al senegalese tra le piazze di una città atterrita e sotto choc. Bilancio della giornata di follia: due morti e tre feriti in gravissime condizioni. Morto anche il killer, Gianluca Casseri, 50 anni, che alla fine si spara un colpo in gola con la stessa arma usata per la strage. Casseri, uomo dal carattere ombroso e solitario con simpatie di estrema destra, ha iniziato la sua carneficina al mercato di piazza Dalmazia. Lo hanno visto avvicinarsi ad alcuni venditori ambulanti, con i quali forse è nata una discussione, poi allontanarsi. Pochi minuti dopo una Polo bianca parcheggia in doppia fila. E' ancora Casseri che scende e stavolta impugna una Smith and Wesson calibro 357 magnum regolarmente detenuta. Il bersaglio sono i tre senegalesi ancora là con le loro bancarelle. Due colpi, due morti. Samb Modu, 40 anni, e Diop Mor, di 54, non ce la fanno. Il terzo, Moustafà Dieng, 34 anni, rimane a terra ferito in un lago di sangue mentre l'assassino si dà alla fuga tra le urla della gente. Qualcuno lo insegue, qualcuno ha la prontezza di filmarlo col telefonino, altri annotano la targa dell'auto usata per scappare. Un coraggioso edicolante prova anche a sbarrargli la strada: ma lui, massiccio e corpulento, gli punta la pistola in faccia e gli dice chiaro: Secondo me non ti conviene. Sul posto arrivano i soccorsi, gli investigatori, le ambulanze. Davanti ai due cadaveri coperti dai teli blu, cominciano a radunarsi anche decine di migranti e conterranei delle vittime. Nell'aria si respirano sgomento, dolore e rabbia, tanta rabbia. Le domande si accavallano e risposte non ce ne sono. In città e provincia le forze dell'ordine cominciano le ricerche di Casseri che nel frattempo viene identificato, ma sembra svanito nel nulla. Tempo un paio d'ore ed è lui a rifarsi vivo, di nuovo a mano armata. Stavolta lascia l'auto al parcheggio sotterraneo del mercato di San Lorenzo. Sono le tre del pomeriggio e il suo folle piano prevede altro sangue. Un quarto senegalese viene azzoppato davanti ad una pizzeria. Poi tocca alla quinta vittima, anch'essa ricoverata in prognosi riservata. Quindi nuova fuga tra i banchi, a questo punto inseguito dalla polizia, con tanto di sparatoria tra la gente atterrita. Ma Casseri ormai è circondato. E' di nuovo nel garage e non ha più scampo. Gli agenti gli intimano di arrendersi. Lui si infila la pistola sotto la gola e preme il grilletto. Fuori la gente grida, i senegalesi che si sono radunati sono furiosi, raggiunti dalla notizia del nuovo agguato mentre era in corso un corteo spontaneo diretto alla prefettura. Non credono sia morto. Per calmare gli animi un ispettore decide di accompagnare uno di loro fin dentro il parcheggio perché veda coi suoi occhi e riferisca agli altri: Ci credete adesso?. Ma la tensione resta alta. E a sera, quando la comunità senegalese si ritrova a pregare davanti al Duomo, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, viene accolto da insulti: Vergogna, assassino, si grida a più riprese mentre la piazza si riempie e si prepara per sabato una grande manifestazione di protesta che attraverserà il cuore di Firenze. ©RIPRODUZIONE RISERVATA